Calcio femminile in Valle, futuro tinto di rosa: «Dal Mondiale spinta per crescere»
Tra Pontese e Cosio fino al 2017 è andato in scena il derby, in seguito la società della Bassa Valle ha deciso di smettere l’attività (Foto by archivio)

Calcio femminile in Valle, futuro tinto di rosa: «Dal Mondiale spinta per crescere»

Daniele Croce, delegato Lnd: «Speriamo sempre più ragazze decidano di provare».

Le difficoltà di fare calcio femminile in Valtellina sono innegabili, ma la speranza, cui dà voce il delegato provinciale della Lnd, Daniele Croce, è che «la spinta emotiva legata ai Mondiali possa far sì che cresca l’interesse e sempre più bambine e ragazze decidano almeno di sperimentare, di provare a giocare».

Anche perché attualmente la base da cui attingere per sviluppare questa disciplina “in rosa” non è particolarmente ampia: sono sette le bambine che giocano nelle società della provincia nella categoria “Primi calci”, cinque nei “Piccoli Amici”, 28 nella categoria “Pulcini”, 16 tra gli Esordienti, sei tra i Giovanissimi e una sola negli Allievi, fermo restando che proprio in tutte queste categorie le atlete sono chiamate a cimentarsi in squadre miste, insieme ai coetanei.

C’è la Pontese, unica squadra femminile di calcio a 11, rimasta sola dopo il tentativo del Cosio poi naufragato, che aveva disputato il campionato di serie D. Inoltre ci sono due realtà nel calcio a 5 Figc: la Solarity e la SferAlpina, affacciatasi all’attività nella stagione appena conclusa. Proprio dal calcio a 5 sono arrivati i riconoscimenti migliori per il movimento valtellinese, visto che tre giocatrici delle due società locali sono state convocate nella rappresentativa lombarda di calcio a 5, che ha preso parte al Torneo delle Regioni.

A tutto questo, infine, va aggiunta una formazione legata a l Livigno, che ormai da alcuni anni disputa alcune amichevoli, pur non partecipando a nessun campionato federale e la “Asd Foxes football Academy”, scuola calcio al femminile nata a Sondrio alcuni anni fa per volontà di Luca Colombo, ex giocatore e tecnico del Sondrio, nonché Giada Mozzi, ex calciatrice. Da non dimenticare come ogni delegazione abbia il proprio responsabile per ciò che concerne il calcio femminile e per quella sondriese è stata confermata Francesca Ferrari.

«Nelle società - ammette Daniele Croce, che in passato ha seguito da vicino la Pontese femminile, ed è stato collaboratore della selezionatrice della rappresentativa lombarda - la partecipazione a livello di attività di base delle ragazze è piuttosto limitata. Poi lo sviluppo del calcio femminile qui è difficile: nel calcio a 11 ci sono enormi sacrifici da fare a livello di preparazione, allenamenti e partite. È un po’ più semplice nel calcio a 5, visto che le partite sono durante la settimana e anche gli orari si scelgono con più flessibilità».

Nonostante queste oggettive difficoltà, alcune giovani calciatrici sono emerse, mettendo in mostra il loro valore e stanno tentando l’avventura su palcoscenici più prestigiosi. Proprio a loro e alle loro famiglie Daniele Croce rivolge un consiglio: «Credo che la cosa più importante sia curare al meglio la formazione e in tal senso è sempre più necessario personale qualificato per le giocatrici e le squadre femminili, nonché maturare la giusta esperienza innanzitutto a livello locale».

«Alcune ragazze sono emerse, stanno tentando l’avventura fuori provincia, ma la cosa più importante per non rischiare di “bruciarsi” è che le ragazze così come i loro genitori mantengano i piedi ben piantati a terra».


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