Calano gli alunni. Ma nessun taglio di cattedre in Valle
Una notizia accolta con favore dalla Cisl Scuola di Sondrio, che plaude all’operato dell’Ust, rimarcando come non ci siano stati tagli neanche ai posti di sostegno

Calano gli alunni. Ma nessun taglio di cattedre in Valle

Alla primaria si passa da 7.968 a 7.772 bambini e alle superiori da 7.863 gli studenti diventano 7.783. Controcorrente le medie: si registrano 27 iscritti in più.

In calo il numero degli alunni, ma per il nuovo anno scolastico l’organico viene riconfermato, con nessun taglio di cattedra. Anzi: nel conteggio complessivo si registra un aumento dei posti, che passano dagli attuali 2.041 a 2.048 dal prossimo settembre nelle scuole di Valtellina e Valchiavenna. Ad annunciarlo ieri è stato il numero uno dell’Ufficio scolastico territoriale (Ust – ex-provveditorato). Una notizia accolta con favore dalla Cisl Scuola di Sondrio, che plaude all’operato dell’Ust, rimarcando come non ci siano stati tagli neanche ai posti di sostegno, tanto meno a quelli del potenziamento, ma che si chiede se alla ripresa delle lezioni ci saranno insegnanti sufficienti per coprire tutte le cattedre, alla luce degli oltre 100 pensionamenti previsti entro fine agosto. «Attraverso le risorse di cui disponiamo, crediamo di aver fatto il possibile per garantire alle scuole della provincia di Sondrio un servizio eccellente - interviene dall’Ust il dirigente Fabio Molinari, all’indomani della chiusura di una prima definizione degli organici per l’anno scolastico 2019-2020 –. Siamo riusciti a soddisfare tutte le richieste dei dirigenti scolastici e, in sede di operazioni di “riequilibrio”, concederemo qualcosa delle residue disponibilità». Non è da escludere, quindi, che potranno esserci ancora delle variazioni in aumento, per quanto riguarda le cattedre.

«Il dato è assolutamente positivo, poiché l’organico in provincia tiene, nonostante la diminuzione di alunni. Un calo demografico, che è comune a tante realtà italiane, ma che in Valle è abbastanza contenuto» il giudizio espresso da Giovanna Bagiotti, segretario generale della Cisl Scuola, che insieme alle altre forze sindacali del comparto del territorio ha partecipato nei giorni scorsi alle informative sugli organici all’Ust. «L’unica nostra preoccupazione – prosegue Bagiotti – riguarda il numero dei docenti: ci si chiede se ce ne saranno a sufficienza per coprire tutte le cattedre, visto che già lo scorso settembre si è faticato a trovare insegnanti. Un problema serio, soprattutto se si considera che saranno circa 120 i docenti che andranno in pensione», molti dei quali hanno colto al volo l’opportunità “quota 100”. Analizzando i numeri resi noti dall’Ust, in possesso anche della Cisl, l’ordine di scuola che paga il conto più salato, in termine di alunni, è quello della primaria, oggi frequentata da 7.968 bambini che diventeranno 7.772 il prossimo anno.

Il che significa – 196 allievi, pari circa a un 2,5% in meno. Ma nonostante ciò, il numero di classi sale: dalle attuali 446 si passerà dal 12 settembre ad averne 449, di cui 298 a tempo normale e 151 a tempo pieno, dieci in più rispetto a quest’anno a riconferma di come tale modalità oraria (la settimana corta, nda) continui a raccogliere consensi tra le famiglie. Minimo il calo alla scuola dell’infanzia, con 12 bimbi in meno, passando da 2.982 a 2.970. Sono esattamente 80 quelli che non risponderanno all’appello alle superiori: per l’anno scolastico 2019-2020 si avrà un totale di 7.783 studenti che saranno ripartiti in 376 classi - i posti previsti sono 668, 665 quelli attuali – contro i 7.863 di oggi.

Sono in aumento – 27 in più – gli iscritti alla scuola media, forse perché risente ancora dell’onda lunga dell’incremento demografico pre-crisi economica: dagli attuali 5.010 in 240 classi si passa a 5.037 alunni con 244 classi.


© RIPRODUZIONE RISERVATA