Bypass Val Genasca, dopo quattro anni  il progetto è realtà
La frana in Val Genasca

Bypass Val Genasca, dopo quattro anni

il progetto è realtà

San Giacomo Filippo: ora mancano solo i soldi per poter dare il via all’appalto e quindi ai lavori del tracciato alternativo.

Ci sono voluti quattro anni, ma finalmente il bypass per evitare un eventuale blocco della viabilità determinato dalla situazione della Val Genasca è sulla carta. Pronto per affrontare l’ultimo passaggio di un iter burocratico decisamente lungo, quello dell’appalto. Non appena ci saranno tutti i fondi a disposizione.

Nei giorni scorsi la giunta esecutiva della Comunità montana Valchiavenna ha approvato il progetto definitivo della pista che nel caso di mobilitazione generale del corpo frana posto sotto Sommarovina eviterà l’isolamento della Vallespluga. Una via alternativa per bypassare la frana nel caso in cui si verifichi lo scenario peggiore, un distacco della Valgenasca con interessamento dell’alveo del torrente Liro e, soprattutto, della statale 36, insomma.

L’idea è partita nel 2014, dopo che tra il dicembre dell’anno precedente e la fine dell’inverno la frana si era mossa di parecchi centimetri. Un momento di crisi che aveva indotto gli amministratori a ragionare sulle ipotesi peggiori.

La Comunità montana della Valchiavenna aveva inserito nel proprio programma triennale delle opere pubbliche l’opera. In pratica si tratta di un completamento della pista forestale del Cigolino. Altre vie per passare il corpo della frana non ce ne sono. Attualmente esiste una pista agro-silvo pastorale che sale da Mese e raggiunge prima Sant’Antonio e, quindi, la zona del Cigolino/Alpe Calones. Da quel punto fino ad arrivare a Sommarovina, nel comune di San Giacomo Filippo, ci sono alcune centinaia di metri da completare. Una volta realizzata la bretella le auto potrebbero scendere fino al fondovalle passando sopra il fronte franoso e sbucando nell’abitato di San Giacomo Filippo. Una strada di emergenza, visto che in nessuno modo potrebbe reggere il normale traffico della statale 36, che potrebbe diventare indispensabile per il trasporto di malati o per quello di viveri nel caso in cui la frana dovesse produrre scenari gravi e fosse complicato muoversi con l’elicottero.

A novembre 2016 era arrivata la firma tra la Cm e la Regione Lombardia per la progettazione dell’opera. In quei mesi si era parlato anche di un intervento risolutivo in modo definitivo. La realizzazione, cioè, di una variante della Statale 36 in galleria dall’uscita dell’abitato di Chiavenna fino ad arrivare a quello di San Giacomo Filippo. Un’idea rimasta tale visto che si parlava di un intervento del costo di alcuni milioni di euro. Il costo complessivo del progetto del bypass, ovviamente sarà possibile ridurlo in sede di appalto, è comunque decisamente importante. Si parla di oltre 1,2 milioni di euro.


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