Bufera Anas, i sindacati: «Vigileremo»
Il cantiere della costruenda statale 38 in Bassa Valle: dalla Tecnis è passato nelle mani di Cossi spa

Bufera Anas, i sindacati: «Vigileremo»

Chiesta con urgenza un’assemblea con i lavoratori impegnati nel cantiere di Morbegno della 38. Caruso: «La cessione del ramo d’azienda della Tecnis a Cossi spa l’abbiamo seguita anche noi. Tutto regolare».

«Il primo pensiero è andato al cantiere di Morbegno, agli operai assunti, a quelli che ancora devono trovare un posto. Poi però quando ci hanno detto che la Cossi spa è assolutamente estranea all’ultima inchiesta su Anas, abbiamo tirato un sospiro di sollievo. Ma non abbiamo abbassato la guardia».

Roberto Caruso (Cgil) non nega di essersi preoccupato (e non poco) dopo aver appreso dai mass media del coinvolgimento di Morbegno nell’ultima inchiesta che ha travolto Anas (10 arresti, 31 indagati, nessun valtellinese).

La “variante” sarebbe stata oggetto di una poderosa “mazzetta”, ma l’azienda fondata dal valtellinese Renato Cossi (oggi controllata da Condotte Costruzioni) non c’entra per nulla.

Gli illeciti contestati riguardano la fase in cui il cantiere era ancora della siciliana Tecnis, quindi le fiamme gialle non sono interessate ai rapporti tra la Tecnis e la Cossi, ma stanno passando al vaglio quello tra Tecnis e Anas.L’appalto di Morbegno era stato vinto dai due imprenditori catanesi che avrebbero poi chiesto ad Anas l’autorizzazione alla cessione di un ramo d’azienda. E per agevolare “la pratica” sarebbe stata pagata la mazzetta da 150mila euro. In realtà, sempre secondo le accuse, si sarebbe trattato di una cessione di appalto, di per sé non lecita.

«Cossi spa non è minimamente scalfita dall’indagine. Questo è quello che conta». Caruso non parla solo a nome della Fillea Cgil, ma - lo dice e lo ribadisce - «la nostra è una posizione unitaria». Con Gianluca Callina (Uil) e Rossano Ricchini (Cisl) ha già mosso i primi passi «per capirci di più» e per «poterci spiegare meglio in cantiere».

«Non appena appreso dell’inchiesta che tira in ballo la costruenda 38, abbiamo chiesto - con l’urgenza detta dagli ultimi fatti di cronaca - un incontro con l’azienda e un’assemblea in cantiere con i lavoratori. Vorremmo tranquillizzarli, innanzitutto, visto che la prosecuzione dei lavori non è in alcun modo messa in discussione, né lo è il “contratto di sito” che abbiamo stipulato con Cossi spa e grazie al quale abbiamo avuto garanzie in ordine alle assunzioni e anche ai benefit economici che verranno ripartiti con parametri che terranno conto sia delle presenze che del “fronte” di azione in cantiere».

Un contratto studiato a tavolino (erano dai tempi dei cantieri in Val Viola e in Val Pola che non veniva applicato in Valle) che garantirà dopo un anno di trasformare in posti a tempo indeterminato la metà delle 60 neo assunzioni previste, 11 delle quali dovranno riguardare disoccupati.

Certo, non siamo ai livelli dei 250 posti di lavoro annunciati nell’immediatezza dell’acquisizione del ramo di azienda, ma si tratta pur sempre di un’occasione che la Valle non può permettersi di perdere. «Va detto che questa situazione ci ha un po’ colti di sorpresa - spiega Caruso - perché tutto lasciava intendere che il cantiere avrebbe recato le insegne della Tecnis. Del resto l’impresa siciliana aveva già aperto gli uffici a Morbegno e fatto assunzioni... Non era certo stata “una finta” la loro. Anzi. Li abbiamo incontrati e ci hanno detto che si sarebbero portati venti di persone di fiducia in cantiere...».

Poi la svolta, con la Cossi spa che acquisisce il ramo di azienda e il portafoglio ordini della Tecnis nel Nord Italia (circa 300milioni di euro per i prossimi 3 anni) nel quale figura - appunto - anche la “variante Morbegno”.

«Operazione che forse per la Valtellina è anomala (altrove capita molto spesso) - sempre il sindacato -, ma di certo è stata trasparente: le parti sociali sono infatti state correttamente coinvolte e quindi c’eravamo anche noi al tavolo, a Roma, quando il passaggio è stato formalizzato al ministero del Lavoro...».

Nel cantiere della Bassa Valle per ora ci sono una quarantina di operai (35 i neo assunti) e diverse imprese che gravitano nell’indotto: Rm scavi (che opera nei trasporti e nel movimento terra); Paganoni Costruzioni (che a sua volta sta facendo assunzioni per far fronte al lavoro), Geoprotection di Villa di Tirano (specializzata nella posa di reti paramassi) e altre aziende (come la Palingeo) di fuori provincia. Un cantiere da 150 milioni per Cossi spa (che eseguirà le gallerie da Morbegno al Tartano), ma dall’indubbia valenza anche per il territorio. «Cossi spa storicamente segue i lavori dall’inizio alla fine e questo per il territorio che attende da anni quest’opera è una garanzia. Per il comparto, invece, è di certo una boccata d’ossigeno. La posta in gioco è molto alta, per questo il sindacato terrà alta l’attenzione».


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