Brucia la montagna: rogo ancora doloso
La segnalazione è giunta al responsabile dell’antincendio boschivo della Comunità montana di Morbegno

Brucia la montagna: rogo ancora doloso

Il versante sopra l’abitato di Albaredo interessato da 4 incendi in 10 anni - Indagini già avviate. Spegnimento difficile per l’assenza di una strada di accesso - E nel pomeriggio altro intervento alla Bona Lombarda.

Brucia di nuovo il versante sopra l’abitato di Albaredo, ancora per mano dell’uomo e di nuovo con una ampia estensione di bosco coinvolta. Sabato sera intorno alle 22 è stato segnalato al responsabile dell’antincendio boschivo della Comunità montana di Morbegno, Stefano Marieni, un principio di incendio in una zona non nuova: lungo la via d’Orta che si imbocca dal bivio della Madonnina sopra l’abitato di Albaredo. Da quel momento è partita la chiamata ai vigili del fuoco di Morbegno che sono intervenuti insieme ai volontari dell’anticendio di Talamona e Morbegno con i moduli per lo spegnimento.

Sul posto hanno operato 20 uomini per domare le fiamme che in poche ore hanno divorato un totale di circa 10mila metri quadrati di bosco ceduo di pino silvestre e faggio. In assenza di una strada di accesso per i mezzi di intervento, le squadre di uomini hanno dovuto raggiungere la zona delle fiamme creando una condotta d’acqua e risalire il versante per circa 200 metri attraverso i canali di roccia e le zone percorribili.

A mezzanotte, dopo due ore di lavori, l’incendio era sotto controllo e circoscritto. Intorno alla 1,30 di domenica è stato possibile concludere anche le opere di bonifica e di messa in sicurezza di questo ennesimo episodio di incendio doloso che riguarda quella zona della valle del Bitto di Albaredo che ha causato anche la caduta di massi lungo il percorso comunale della via d’Orta.

Ieri mattina è stato effettuato da parte dei carabinieri forestali un sopralluogo per cercare di ricostruire sia la dinamica dell’incendio sia il punto di partenza delle fiamme, anche se pare evidente la matrice dolosa di quanto accaduto. La zona colpita dall’incendio si trova nelle località Egolo e Val d’Orta e quell’area di montagna che va dai 1.000 ai 1.300 metri di altitudine è stata interessata negli ultimi dieci anni da quattro incendi, l’ultimo era stato due anni fa quando a bruciare furono due ettari di bosco. Ad alimentare le fiamme appiccate da ignoti sono stati anche il vento e il terreno particolarmente secco dopo gli ultimi giorni di temperature elevate oltre alla scarsa pulizia del sottobosco, che è ormai condizione consueta per i versanti.

Situazione analoga, anche se di minore impatto sia per il territorio sia per il coinvolgimento di mezzi e uomini, si è verificata ieri pomeriggio quando alle 16 la segnalazione ai pompieri è arrivata sia dai volontari di antincendio boschivo di vedetta come ogni giorno dalla torretta della Comunità montana a Morbegno, sia da alcuni abitanti della città. La chiamata ha riguardato un camino di fumo che si è elevato dalla zona della Bona Lombarda: in un’ora circa di lavoro i volontari dell’Aib della Cm di Morbegno e i vigili del fuoco hanno domato le fiamme che hanno riguardato 500 metri di bosco ceduo . In questo caso, esclusa la possibilità che si tratti di lavori di pulizia sfuggiti di mano, si pensa a un’origine accidentale o, peggio, a quella dolosa.


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