Bracconiere nell’oasi e senza licenza  Pensionato accusato di attività illecita
Controlli sulla caccia (Foto by archivio)

Bracconiere nell’oasi e senza licenza

Pensionato accusato di attività illecita

Grosotto, domenica la polizia provinciale è intervenuta nell’area protetta dopo una segnalazione.

Non solo non era in possesso della regolare licenza di caccia, ma un pensionato di Grosotto domenica pomeriggio stava effettuando una battuta di caccia in una zona proibita come l’oasi di Grosotto, sul versante montano grosottino, nella quale la caccia è stata chiusa parecchi anni fa.

Il rumore di due fucilate provenienti da quella zona ha insospettito e preoccupato qualche compaesano che ha prontamente avvertito la Polizia provinciale. Quando gli agenti sono giunti sul posto indicato si sono trovati di fronte due uomini del posto, ma solamente uno aveva il fucile; all’altro quindi non hanno potuto contestare nessun reato. Quando gli agenti hanno chiesto la licenza al grosottino che aveva il fucile, hanno scoperto che l’uomo non aveva la licenza perché gli era stata revocata per dei precedenti nel passato.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia e anche i carabinieri. Al grosottino è stato contestato il reato di svolgimento di attività venatoria senza regolare licenza e per di più in una zona vietata. Un reato penale del quale dovrà rispondere in tribunale.

La vicenda ha avuto grossa eco in zona e da domenica pomeriggio non si fa che parlare di quello che è accaduto nell’oasi grosottina. È opinione diffusa fra i bracconieri che nell’oasi sia più facile trovare prede perché sono più numerose. Una cattura facile, deve averlo pensato anche il grosottino che si è recato in quella zona domenica.

La caccia agli ungulati era aperta ma la fucilata proveniente dalla zona protetta non si è confusa fra le altre e quindi l’azzardo è costato caro al pensionato. Il fatto che sia pure recidivo nel non rispettare le regole di caccia, sicuramente peggiora la sua posizione davanti al giudice, perché della sua bravata dovrà ora rispondere in tribunale. Quella del bracconaggio resta una piaga piuttosto diffusa in zona e ogni anno le tempestive opere di sorveglianza e i controlli effettuati dagli agenti della Polizia provinciale consentono di pizzicare qualcuno, certamente la punta dell’iceberg di coloro che invece riescono a passarla liscia.


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