Bosco da salvare, c’è il rimedio  Un bando contro l’abbandono
Ottenuto finora il via libera di 148 proprietari, per oltre 30 ettari, oltre ai 70 di proprietà comunale

Bosco da salvare, c’è il rimedio

Un bando contro l’abbandono

Albosaggia. Il Comune (con Caiolo e Sev) unisce i proprietari dei terreni

Il sindaco: «Questa è una svolta, l’atto più importante di tutti i miei mandati»

Trova la strada per salvare il vasto patrimonio boschivo del versante orobico, altrimenti destinato all’estinzione, il Comune di Albosaggia.

In consiglio comunale lunedì ha deliberato l’adesione al bando del Cipe per concretizzare l’innovativo progetto per contrastare l’abbandono di boschi e di terreni incolti da una parte e, dall’altra, ricavarne risorse economiche creando posti di lavoro. E nella migliore delle ipotesi dare vita a una filiera con la produzione a chilometro zero di pellet.

Anche Caiolo e la Sev

Ma l’amministrazione di Graziano Murada non è sola. Al suo fianco c’è anche quella di Caiolo con il sindaco Primavera Farina e la Sev, Società economica valtellinese, con il suo presidente Benedetto Abbiati per la parte tecnica.

«Il futuro non può che passare da un cambio di paradigma: la mutualità può far ripartire quanto abbandonato, senza intaccare la sacralità della singola proprietà» ha detto Murada al consiglio convocato online, senza nascondere la felicità per aver raggiunto un primo fondamentale traguardo. Aver cioè ottenuto l’ok di tanti proprietari con una trentina di ettari di terreni e boschi dismessi, aggiungendocene una settantina dei due Comuni.

Arrivando così alla quota utile per partecipare al bando. «La gente ha risposto in maniera corale dimostrando grande senso civico - ha proseguito Murada -. Abbiamo ad oggi raccolto l’adesione di oltre 30 ettari di 148 proprietari a dimostrazione, se c’è ne fosse bisogno della grande frammentazione del nostro territorio boschivo e di maggenghi. A questi s’aggiungono i 70 ettari di proprietà comunale inseriti nella delibera di questa sera» (lunedì per chi legge, nda). «Se tra qualche anno qualcuno mi dovesse chiedere quale è stato l’atto amministrativo, l’azione più importante svolta durante i miei mandati di sindaco, non avrei nessun dubbio a citare la delibera che stiamo approvando. È una svolta, non vorrei esagerare con i termini, ma la definirei storica».

L’imprenditore

Nel bando si prevede la costituzione di un’associazione fondiaria e che si indichi il nome del referente futuro: «Sarà Michele De Bernardi. Figlio di questa terra, appassionato di mountain bike, direttore della Cla, azienda di Chiuro, con oltre 160 dipendenti. Abbiamo puntato su di lui perché abbiamo bisogno di un uomo di azienda, in grado di far di conto, perché questa diverrà a tutti gli effetti un’impresa».

Ma questo è solo il primo step e, indipendentemente da come andrà il bando, «è nostra intenzione proseguire sulla strada intrapresa per arrivare entro la fine del prossimo anno ad aver accorpato almeno 300 ettari di superficie privata».


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