«Bormio, sul torrente Frodolfo al lavoro in due punti»
Il torrente Frodolfo: le operazioni di svaso preoccupano gli artigiani

«Bormio, sul torrente Frodolfo al lavoro in due punti»

Il presidente dell’ente montano assicura una grande attenzione. «Massima disponibilità a un confronto con Confartigianato ed enti locali».

Non bastava la minaccia del Ruinon in Valfurva. A fare paura in Alta Valle sono anche le possibili piene del torrente Frodolfo. Non c’è solo lo scioglimento delle nevi, bisogna fare i conti anche con un innalzamento del letto del fiume di un paio di metri rispetto al passato, causato dai detriti trasportati dalla corrente, che di fatto ha reso gli argini non insuperabili dall’acqua con il rischio di esondazioni, tanto che ci sono già stati allagamenti nella zona artigianale a Bormio e Valdisotto.

Se non proprio stato di allerta, è di sicura attenzione al problema quello della Comunità montana Alta Valle di Bormio guidata dal presidente Filippo Compagnoni. Il numero uno dell’ente montano assicura la massima attenzione dell’ente alla situazione: «Per quanto riguarda la pulizia del torrente - sottolinea infatti Compagnoni -, da una decina di giorni stiamo intervenendo in due punti: alla confluenza fra l’Adda e il Frodolfo e in un altro leggermente più avanti».

E alla richiesta avanzata dal segretario generale di Confartigianato, Alberto Pasina, di riaprire un tavolo per verificare ogni possibile rimedio ai rischi legati alle operazioni di svaso del Frodolfo, il presidente dell’ente montano Compagnoni risponde: «Quando il segretario Pasina ricorda il “tavolo di confronto” che era stato istituito in Prefettura con la partecipazione dei Comuni di Bormio, Valdisotto, della Comunità montana, della Provincia e della Regione, poi arenatosi, si riferisce a un periodo antecedente la mia elezione, perché questo tema non è mai stato posto finora alla mia attenzione. Assicuro però fin da ora il mio impegno affinché questo tavolo di confronto venga al più presto ripristinato».

La questione è tornata prepotentemente di attualità dopo le proteste degli imprenditori della zona artigianale di Bormio che hanno scritto nei giorni scorsi in Prefettura e in Comune perché, a loro dire, erano stati avvisati solamente il giorno prima dai vigili urbani delle operazioni per lo svaso del torrente Frodolfo il giorno dopo. Una posizione smentita dal sindaco di Bormio, Roberto Volpato, che ha invece ribadito che l’allerta era stata segnalata il 20 giugno.

Per quanto concerne le problematiche dei collegamenti in Valfurva messi a rischio del Ruinon e all’attuale apertura solo in due fasce orarie della strada provinciale tra Sant’Antonio e Santa Caterina, è il vice presidente della Comunità montana, Remo Galli a fare il punto: «Siamo in attesa della risposta del presidente del consiglio Giuseppe Conte dopo la nostra richiesta di contributi per la realizzazione di un impianto di collegamento a dune che collegherebbe la Valfurva a Bormio e che non avrebbe solo una finalità turistica, ma sarebbe molto utile per i cittadini della Valfurva in queste situazioni di emergenza: un intervento meno costoso (il 30%) rispetto a quelli per la viabilità alternativa alla provinciale».


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