Boom di spettatori per Van De Sfroos
Angapiemage Galiano Persico e Davide Van De Sfroos sul palco di Piuro in occasione del concerto tenuto sabato sera (Foto by foto lisignoli)

Boom di spettatori per Van De Sfroos

L’evento a Piuro, mille persone hanno assistito alla tappa chiavennasca del tour “Künta e kanta, racconti e set acustico”. Sul palco oltre al cantautore lariano sono saliti anche i coristi de “L’eco del Mera” e i bambini di “VocInProgress” .

Davide Van De Sfroos lo aveva promesso alla vigilia. A un anno dal “concertone” di San Siro, aveva assicurato che anche la tappa valchiavennasca di “Künta e kanta, racconti e set acustico” avrebbe rappresentato un momento d’incontro con il pubblico fatto di musica e dialoghi, senza dimenticare la presenza sul palco di ospiti locali. Sabato nel giardino di palazzo Vertemate Franchi il cantautore lariano, 53 anni nativo di Monza ma trasferitosi in provincia di Como fin da piccolo, si è esibito davanti a oltre mille persone insieme al violinista Angapiemage Galiano Persico e al percussionista di Chiavenna Roberto Lisignoli.

Ma non solo. Nel corso di una serata che non ha mancato di riservare sorprese e strappare applausi a scena aperta al numeroso pubblico intervenuto, sul palco sono saliti anche i coristi de “L’eco del Mera” del maestro nonché sindaco di Piuro, Omar Iacomella, oltre ai bambini di “VocInProgress” diretti da Noemi Ciapponi.

Insieme hanno cantato brani noti del cantautore “Sciur capitan” e la “Ninna nanna del contrabbandiere”. Ma Davide Van De Sfroos, nome d’arte di Davide Bernasconi, ne ha cantate, suonate e raccontate tante altre, dai pezzi di “Manicomi” fino ai più recenti, oltre a varie cover internazionali e del resto d’Italia. Ne è uscito uno spettacolo di oltre due ore, che il pubblico ha definito intenso ed emozionante, ricco d’ironia e di spunti per la riflessione. «Dopo esserci allontanati un po’ troppo dalle nostre origini e avere sperimentato anche una marea di “c...te”, rovinando le valli e il pianeta, siamo tornati capaci di fare anche miracoli - ha affermato durante l’esibizione -. E tutto questo lo puoi leggere in un piatto di polenta e gallina fredda, di “pulenta e galena fregia”».

A seguire via di nuovo con la musica, davanti a un numero notevole di spettatori valchiavennaschi, svizzeri e lariani, ma anche toscani e persino «un amico ungherese che mi segue da tre anni», è stata l’ammissione da parte del protagonista assoluto dell’evento. Il concerto è stato promosso nell’ambito delle iniziative programmate dall’amministrazione comunale di Piuro per ricordare la frana del 4 settembre del 1618. Una calamità naturale che provocò la morte di oltre mille persone e la fine di un periodo di sviluppo e ricchezza per l’antico comune, particolarmente ricco grazie ai commerci di seta e pietra ollare e ai dazi legati al passo del Settimo.

«In calendario ci sono convegni sulla storia e sull’ambiente, visite guidate, celebrazioni religiose, manifestazioni dedicate alle produzioni tipiche e spettacoli teatrali e musicali come questo concerto - ha ricordato il primo cittadino Omar Iacomella -. Nella serata del 25 agosto nell’area dello stabilimento di acque minerali Frisia verrà eseguita la Nona sinfonia di Beethoven dall’orchestra Vivaldi. Abbiamo scelto l’Inno alla gioia per sottolineare che dopo la frana, Piuro ha ricominciato a vivere. A seguire, nella tradizionale “Dieci giorni” ricorderemo le mille vittime della frana di 400 anni fa».


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