Bocco, la vicenda è chiusa. Castione dovrà risarcire 850mila euro in tre anni
Il torrente Bocco su cui fu realizzata la centralina della discordia

Bocco, la vicenda è chiusa. Castione dovrà risarcire 850mila euro in tre anni

«Si chiude per Castione la vicenda più complessa e brutta, che abbia coinvolto il Comune negli anni della sua storia recente». Lo ha detto l’altra sera in consiglio comunale il sindaco Franchetti.

«Si chiude per Castione la vicenda più complessa e brutta, che abbia coinvolto il Comune negli anni della sua storia recente». Lo ha detto l’altra sera in consiglio comunale il sindaco Massimiliano Franchetti prima per l’approvazione, all’unanimità, dello schema di transazione, con cui si scrive la parola fine all’ultraventennale contenzioso tra l’amministrazione ed Energia Ambiente, spa ravennate, che nel 2004 realizzò la centralina idroelettrica sul torrente Bocco, a tutt’oggi operativa.

Anziché i 2.200.000 euro di risarcimento richiesti in prima battuta dall’azienda, il Comune ne dovrà pagare 850mila, più 50mila per l’imposta di registro della transazione, «che con ogni probabilità si firmerà la prossima settimana» ha assicurato in un’aula consiliare, pressoché deserta nonostante l’importanza della vicenda, che ha rischiato di far “fallire” il Comune.

Era il 1996, quando ci fu il primo diniego da parte dell’amministrazione - l’allora sindaco era Cesare Chiesa, a cui fece seguito Roberto Ghibesi, entrambi condannati insieme al Comune, oltre all’attuale tecnico comunale Mario Barlascini - «alla realizzazione della centralina sul torrente Bocco, in contrada Vendolo» ha ripercorso le tappe Franchetti.

Dinieghi protrattisi sino al 2003, «anno in cui, dopo una normativa nazionale, il Comune divenne solo uno dei tanti enti, tenuti ad esprimere un parere in conferenza dei servizi gestita dall’amministrazione provinciale». Con il trasferimento delle competenze alla Provincia, «la centralina fu autorizzata». Ma, ed è qui che si è inasprito il contenzioso: la spa pretese un risarcimento danni «per i sette anni - dal 1996 al 2003 -, attesi per realizzare la centralina», e per la conseguente mancata produzione di energia.

La sentenza di primo grado del Tar di Milano condannò nel 2014 il Comune ad un risarcimento a favore di Energia Ambiente di 7.799.421,50 euro, «manlevati dall’assicurazione comunale - Generali Assicurazioni, ndr - per circa 5.600.000 euro», quindi il restante a carico del Comune. Poi ci fu il ricorso dell’amministrazione e degli altri condannati al Tar di Roma, che riconfermò la condanna nel 2016. In ultima battuta, il Comune ha fatto ricorso in Cassazione ed allo stesso tribunale, «i cui procedimenti sono ancora in corso», ma che si chiuderanno con la transazione.

Risalgono alla primavera del 2017 i primi incontri per trovare un accordo tra la società e la compagnia di assicurazioni: «Si è deciso di percorrere la strada della trattativa, l’unica possibile per evitare il dissesto economico del Comune». Una trattativa, «non facile, né in termini di tempo impiegato, né di tensione e di impegno profusi - ha posto l’accento il sindaco - Tuttavia gli sforzi sono stati premiati e siamo giunti ad una composizione della vertenza, ratificata nella transazione, di cui andiamo ad approvare la bozza». Degli 850mila euro, che saranno pagati in tre anni, la quota a carico del Comune è di 330mila euro, mentre il restante degli altri tre condannati in quote diverse. A titolo di cronaca, «per mettere la parola fine a una vicenda, che ripeto è stata bruttissima per il nostro Comune in questi anni abbiamo speso complessivamente 505.175,96 euro di spese tecnico-legali».


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