Martedì 17 Dicembre 2013

Bocciata la fusione

Vervio cerca altri aiuti

Il sindaco di Vervio definisce una vittoria di Pirro il no alla fusione dei Comuni

La maggioranza dei suoi cittadini si è espressa per la fusione il giorno del referendum, ma il no degli altri comuni (Mazzo, Tovo, Lovero) ha fatto naufragare il progetto della nascita dei Borghi del Mortirolo e quindi, a solo un paio di settimane dal voto, Vervio si trova a fare i conti con una vita amministrativa messa in ginocchio dalle imposizioni dello Stato nei confronti dei piccoli comuni.

Una situazione di empasse dalla quale il sindaco, Giuseppe Saligari vuole al più presto uscire e che il primo cittadino non intende accettare: «Nel prossimo consiglio comunale proporrò delle convenzioni col Comune di Grosotto che sono l’unica strada da percorrere per evitare la paralisi della vita amministrativa - spiega il sindaco -. Se i miei non le accettassero (a Vervio c’è solo la maggioranza), io mi dimetterò, perché non intendo rimanere alla guida di una macchina che resta ferma». Ovvio che la situazione sarebbe stata diversa se il progetto di fusione avesse raccolto consenso non solo nel comune più grande, Grosotto, ed in quello più piccolo Vervio, che non a caso si alleano, ma pure nei restanti tre.

Ma la realtà è diversa, Saligari rifiuta la teoria del “comitato del No” secondo la quale Grosotto, pesce grande avrebbe mangiato gli altri paesi: «Per prima cosa vorrei puntualizzare come i fatti stiano ampiamente dimostrando che il successo del no al referendum è stata la classica vittoria di Pirro, visto che ha impedito la fusione, ma non risolto i problemi dei cittadini- afferma il sindaco di Vervio-. Per quanto riguarda la convenzione con Grosotto, ora attendo il rientro del mio segretario comunale, per discuterne. Per la legge abbiamo la possibilità di creare queste convenzioni perché Vervio è quattro volte più piccolo di Grosotto, ma comunque voglio sentire anche le proposte della Comunità montana di Tirano riguardo alle possibili convenzioni con l’ufficio tecnico». Saligari intende rimanere insieme a Tovo, Lovero e Mazzo «perché - dice - non avrebbe nessun senso risolvere esclusivamente le problematiche del mio comune, lasciando in difficoltà gli amici sindaci degli altri comuni con i quali abbiamo formato il patto del Mortirolo».

Sernio invece conferma scelte diverse, visto che nell’ultimo consiglio comunale c’erano all’ordine del giorno l’interruzione delle convenzioni con la Comunità montana di Tirano per alcuni servizi che teoricamente avrebbero lasciato il posto a nuove convenzioni che Sernio avrebbe dovuto siglare col Comune di Tirano, confermando di essere filo tiranese, motivo per il quale aveva evitato di entrare nel patto del Mortirolo.

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