«Bisognava crederci in Arianna»
Martina Valcepina e Arianna Fontana insieme ai vertici della Guardia di finanza all’aeroporto di Roma

«Bisognava crederci in Arianna»

Il dibattito sulla mancata sponsorizzazione. Gigi Negri, direttore del Consorzio turistico Terziere Superiore, fa eco alle critiche di Dario Ruttico. «Nel 2006 qualcosa si era fatto, ma come sempre accade, non apprezziamo le potenzialità delle nostre persone».

«Il problema è uno solo: non crediamo mai abbastanza nei nostri giovani». Il direttore del Consorzio turistico Terziere Superiore, Gigi Negri - come sempre -, non ha peli sulla lingua. Anche in questo caso riflette sull’analisi partita dal vicespresidente della Comunità montana di Sondrio, Dario Ruttico, per rincarare la dose. Ruttico con rincrescimento ha affermato sulle colonne del nostro giornale che la Valtellina con Arianna Fontana – vincitrice di tre medaglie nello short track con l’oro nella sua gara preferita, quella dei 500 metri, alle Olimpiadi di Pyeongchang in Corea del Sud - ha perso un’occasione valida per far assurgere l’atleta di Berbenno a testimonial della provincia.

«Era un’occasione ghiotta, proprio in vista dell’appuntamento olimpico – ha affermato Ruttico sulle colonne del nostro giornale -. Ora, dopo gli impegni olimpici, sono notevolmente aumentati il suo valore e il suo “costo”». Far diventare Arianna testimonial della provincia era un’operazione che andava fatta prima, secondo l’esponente dell’ente montano.

Riflessioni che Gigi Negri condivide a pieno. «Ricordo che quando Arianna, giovanissima, aveva vinto il bronzo alle Olimpiadi invernali di Torino 2006 si era parlato di sponsorizzarla – afferma il direttore -. Ai tempi c’era in essere un contratto molto oneroso con lo sciatore Giorgio Rocca, per cui qualcosa si era fatto da parte dell’allora Consorzio turistico provinciale». «Il fatto è che bisognava crederci, soprattutto andare avanti e non aspettare che Arianna vincesse le tre medaglie - la considerazione sempre di Negri -. Lo sapevamo da quando aveva 15 anni chi era Arianna Fontana. Adesso giustamente il suo “costo” è lievitato. Spero che Arianna vada avanti con le gare, ma di Olimpiadi ne ha fatte parecchie, il successo e la sua carriera sono evidenti».

Il direttore del consorzio turistico Terziere Superiore prosegue: «In Valtellina non crediamo mai nelle potenzialità delle nostre persone. A parte il sostegno a Rocca, non c’è stato nient’altro. Certo, si può anche prendere la decisione sbagliata, ma investire nei giovani vale sempre la pena, anche come principio. Anche nello sci alpino abbiamo tanti ragazzi che meriterebbero di essere considerati. E qui dobbiamo prendere ad esempio Livigno. Non basta ripetere la solita “tiritera” che Livigno ha i soldi, perché Livigno crede nei suoi ragazzi. Nel resto della provincia, invece, arriviamo sempre tardi. E in tutti gli sport». Come lo stesso Ruttico ha affermato, alla base ci vorrebbe una regia unica, che al momento non c’è e ci vogliono risorse sulla promozione da mettere a disposizione. «Alle Olimpiadi Arianna non avrebbe potuto esporre il logo della Valtellina - la sottolineatura di Negri legata al fatto che gli atleti erano legati agli sponsor istituzionali voluti dal Coni -, ma se avesse sempre girato con la “V” di Valtellina prima, forse l’avrebbe potuta nominare qualche volta in più».

«Ricordo che alle Olimpiadi invernali di Sochi 2014 la squadra di short track cercava la sponsorizzazione per le maglie, che alla fine era stata fatta dal Trentino...», l’amara conclusione di Gigi Negri.


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