Sabato 30 Agosto 2014

Bimbo ferito a Lugano

«Distrutto dalla colpa»

La scena dell’incidente del 16 agosto sul Quai di Lugano, in cui ad avere la peggio è stato un bimbo di 10 mesi

«Sono angosciato e sconvolto per il dolore arrecato a tante persone, non voglio lavarmi la coscienza o esimermi dalle mie responsabilità, ma ci tengo a spiegare che si è trattato di una stramaledetta casualità che poteva succedere a chiunque nel punto più affollato della città e nel giorno più affollato».

F.K. è l’automobilista che il 16 agosto scorso ha causato l’incidente a Lugano sul Quai, il lungolago dove sono state coinvolte nove persone, ferite in maniera non grave. Fra loro a subire le conseguenze maggiori è stato Raffaele il bambino di dieci mesi di Morbegno, ricoverato all’ospedale pediatrico di Lucerna.

Dopo avere cercato di contattare - senza riscontro - i familiari delle vittime per spiegare quanto è successo, e dopo avere espletato le formalità con le autorità di polizia , l’automobilista ha deciso di rendere pubblica la dinamica dei fatti e la sua angoscia per un episodio «legato a una fatalità inimmaginabile: mi sono sentito male dopo un pranzo in un crotto con mia moglie e ho perso il controllo dell’auto, con tutta probabilità, è stata un’intolleranza alimentare, quella mezza porzione di funghi crudi con rucola e grana, a provocare il malessere che mi ha fatto perdere il controllo del mezzo», spiega l’uomo al quale è stata ritirata la patente, confiscato il mezzo, « nuovo, al primo tagliando» per la perizia del caso e in attesa di giudizio da parte delle autorità competenti, «delle quali mi sono messo a completa disposizione, sollevando anche i medici che mi hanno sottoposto alle analisi da qualsiasi riserbo: sono pronto a rispondere al giudice completamente,non ho nulla da nascondere». Questo non toglie comunque il senso di colpa , «sono sconvolto per il dolore arrecato a tante persone e prego con tutto il cuore che il bimbo ferito guarisca completamente, perché questa è l’unica cosa che conta. Sento sulle mie spalle la responsabilità dell’accaduto, anche se si è trattato di una malevola sequenza di avvenimenti», precisa.

Dopo avere ricostruito con la polizia l’accaduto l’uomo di 66 anni, si racconta. «Lavoro e faccio attività fisica, godo di buona salute e non bevo mai fuori pasto e solo moderatamente a pasto. Non mi piacciono i superalcolici» . Patentato da 48 anni ha attraversato guidando due volte il mondo (in India e dall’Italia alla Thailandia) per lavoro e «non ho mai causato un incidente di minima gravità». Quel maledetto sabato a Lugano l’uomo ha passeggiato in un parco, pranzato in un grotto con la moglie «bevendo solo una birra piccola, quindi ho fatto la spesa e guidato da Chiasso a Lugano senza alcun sintomo. Avevo il cellulare in borsa dietro al sedile - dice -. Fermo in coda al semaforo sono stato colpito da una probabile fulminante manifestazione di grave intossicazione alimentare. Mi sono sentito male e, mentre mia moglie è scesa per chiedere aiuto, mi si è annebbiata improvvisamente la vista e sono svenuto per un repentino calo di pressione». Spiega poi come senza tenere schiacciato il pedale sul freno l’auto con il cambio automatico si è mossa, salendo sul marciapiede e urtando lentamente - non sono scattati gli airbag - ma incontrollata tutto ciò che ha trovato.

«Mi hanno ridestato le urla della gente e i soccorsi». L’uomo è stato ricoverato in ospedale dal 16 al 22 agosto per accertamenti diagnostici, tutti con esiti negativi. La prova etilica effettuata al momento dell’incidente ha dato risultato zero. «Non voglio lavarmi la coscienza, ma è stata una stramaledetta casualità che poteva accadere a chiunque, anche ai pochi che a vario titolo si sono scagliati contro la guida pericolosa, i Suv o gli anziani al volante».

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