Bici nella scarpata, salvo ma che rischio
Gli uomini del Soccorso alpino hanno lanciato un monito sulla pericolosità attuale del Tracciolino

Bici nella scarpata, salvo ma che rischio

Domenica pomeriggio un uomo di 30 anni e un ragazzino di 14 di Paderno si sono avventurati sul Tracciolino. Nonostante il divieto hanno superato la sbarra - Il Soccorso alpino ha recuperato l’infortunato in serata.

Il Tracciolino in questo periodo non è un itinerario percorribile: è un cantiere e presenta dei pericoli, soprattutto nei punti non protetti. La sbarra si vede benissimo, ma ieri due ciclisti non si sono fermati. E hanno rischiato davvero grosso.

Un ciclista di trent’anni è scivolato nella scarpata e solo la fortuna ha evitato conseguenze drammatiche. È terminato nel migliore dei modi l’intervento che nel pomeriggio di domenica ha impegnato i tecnici della Valchiavenna, uomini della VII Delegazione del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico.

Due ragazzi di Paderno Dugnano si erano avventurati con le proprie biciclette lungo il sentiero del Tracciolino, in Val Codera. Nonostante fosse presente una sbarra per indicare il divieto di passaggio, in quanto sono in corso lavori per la sistemazione dell’itinerario, i due ragazzi hanno proseguito. Giunti intorno alla metà del tracciato, a 900 metri di quota, in un tratto non protetto e in corrispondenza di un passaggio molto stretto, di circa quaranta centimetri, uno dei due ragazzi è scivolato con la bicicletta per alcuni metri in una scarpata, fermandosi sul bordo di un dirupo, proprio sopra la cava di Valdimonte. Come se non bastasse, sul posto erano presenti anche neve e ghiaccio. L’altro ciclista - un ragazzino del 2000 - ha subito chiesto aiuto con il telefonino. La centrale operativa di Areu ha contattato il Soccorso alpino e sul posto sono giunti, nel giro di poche decine di minuti, quindici tecnici della stazione di Chiavenna.

Gli uomini della stazione guidata da Giuseppe Cerfoglia lo hanno recuperato, praticamente illeso. L’operazione si è conclusa in serata. «Dopo questa vicenda, che per una serie di conseguenze fortunate si è conclusa senza conseguenze pesanti, è necessario ricordare agli escursionisti e ai ciclisti che in questo momento non è possibile affrontare questo percorso per evidenti ragioni di sicurezza», spiega Cerfoglia.

Soccorsi in azione anche in Engadina, una delle zone più frequentate dagli sciatori e dagli scialpinisti della Valchiavenna. A Sankt Moritz nel primo pomeriggio di domenica due sciatori tedeschi sono stati travolti da una valanga. Uno di loro è rimasto per un’ora sotto la neve, poi è stato localizzato e riportato in superficie. Le sue condizioni sono gravi ed stato trasportato in elicottero all’ospedale cantonale di Coira.


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