Domenica 13 Ottobre 2013

«Bianzone, sulla cava

l’attenzione della Regione»

I componenti del Comitato in difesa del Ranèe davanti al palazzo della Regione giovedì

«Siamo stati trattati con dignità e ascoltati come un Comitato serio che porta un’istanza supportata dalla petizione popolare, e non come guastafeste com’è successo in Provincia di Sondrio». Sono le prime parole che il Comitato per la tutela e la valorizzazione della piana del Ranée di Bianzone pronuncia dopo l’incontro, avvenuto nella giornata di giovedì, alla sesta commissione Ambiente e protezione civile della Regione Lombardia.

Un faccia a faccia positivo per il gruppo anti-cava che ha intravisto uno spiraglio di apertura da parte della Regione alle richieste della gente di Bianzone.

«Il presidente della commissione Luca Marsico (Pdl), che già si era dato da fare per il piano cave di Varese - affermano Jolanda Castelanelli, Peter Moltoni ed Edj Polinelli del Comitato - e la vicepresidente, Lara Magoni, che conosce bene la problematica del piano cave di Bergamo, hanno garantito il loro impegno ad approfondire la questione. In concreto la Commissione europea a luglio ha chiesto informazioni sull’applicazione della direttiva Vas a tutti i piani cava provinciali della Lombardia, anche quello della nostra provincia. Marsico e Magoni vogliono capire quale risposta la Regione abbia dato al ministero dell’Ambiente relativamente alla richiesta dell’Unione europea. Si sono anche domandati il perché dell’atteggiamento di chiusura dimostrato dalla Provincia sulla vicenda».

Un’apertura importante per il Comitato che spera, giocando la carta regionale, di bloccare l’iter per la coltivazione della cava di Bianzone. «La commissione ha avuto un atteggiamento di estrema attenzione alla nostra problematica - proseguono i rappresentati del Comitato -. In particolare Giuseppe Villani, consigliere regionale Pd e capogruppo di commissione, ha evidenziato le contraddizioni fra il piano di coordinamento provinciale, quello regionale e il piano cave e ha proposto che l’argomento venga discusso in consiglio regionale. Anche Gianpietro Maccabiani del Movimento 5 Stelle ha sottolineato come l’argomento sia caldo, visto che giovedì mattina altri due casi erano stati discussi. Insomma abbiamo spiegato il nostro punto di vista e fatto appello ai consiglieri per un loro coinvolgimento».

Naturalmente l’intenzione del Comitato è quella di riuscire a fermare il progetto della cava a Bianzone, ma se la concessione per cavare verrà data, il gruppo annuncia che, come ultimo step, passerà alle vie legali. «La nostra denuncia non si basa su cavilli giuridici - dicono ancora -. La procedura di Vas (Valutazione ambientale strategica) applicata ai piani settoriali che hanno effetti significativi sull’ambiente, e i piani cavi lo sono, è prima di tutto un’opportunità per chi ha a cuore l’interesse pubblica. Anche se il piano cave fosse stato legittimamente approvato in assenza di Vas, di fatto il rilascio di nuove autorizzazioni o concessioni senza considerare la procedura di Vas comporta una sostanziale elusione delle norme comunitarie, stabilite a tutela dell’interesse generale. Per non eludere le norme comunitarie occorre rivedere il piano cave integrandolo con la Vas». n

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