Benessere diffuso ma valle... stretta Tra i giovani cresce la voglia di evadere
Numeroso e interessato il pubblico presente in sala

Benessere diffuso ma valle... stretta
Tra i giovani cresce la voglia di evadere

La ricerca a Valdidentro. Presentati i dati della ricerca sui ragazzi condotta per conto della Comunità montana. Croce e delizia le migrazioni per studio: difficile il ritorno a casa e grande il timore del giudizio.

La condizione degli adolescenti e dei giovani dell’Alta Valtellina è stata al centro di una ricerca condotta nell’autunno scorso i cui dati sono stati resi noti martedì pomeriggio alle Ferriere di Premadio, in Valdidentro, davanti ad un nutrito pubblico composto da genitori, educatori, persone a vario titolo impegnate nel volontariato ma anche amministratori locali su tutti gli assessori competenti di Livigno Romina Galli, di Valdidentro Elisabetta Gurini, di Valdisotto Patrizia Nazzari e di Valfurva Michela Bracchi. Il lavoro, commissionato dall’ufficio di piano della Comunità Montana Alta Valtellina, è stato condotto dal gruppo di ricerca della società Metodi, coordinato da Ennio Ripamonti, che si è avvalso della collaborazione di due cooperative locali: “L’Impronta” e la “Stella Alpina” rappresentate da Maria Valentina Casa e Michele Ricetti.

«Quello che presentiamo – ha evidenziato Ripamonti – è un lavoro di ricerca finalizzato anche a dare qualche spunto alle politiche pubbliche. Gli adulti sono parecchio citati in questo lavoro, sia come aspetto positivo che, a volte, come criticità. Lo strumento utilizzato è stato in special modo l’intervista». La ricerca-azione si è quindi concentrata su due obiettivi fondamentali: analizzare i bisogni e le attese degli adolescenti e dei giovani dell’Alta Valle in merito alla presenza sul territorio di opportunità che favoriscano lo sviluppo di abilità di vita ed esplorare la percezione degli adolescenti e dei giovani relativa al sistema dei servizi e delle opportunità a loro rivolti sul territorio dell’Alta Valtellina. Sicuramente, in primis i giovani, sanno di vivere in un contesto ad alta qualità: diffuso benessere economico, possibilità occupazionali, ambiente naturale di qualità. Il contesto analizzato è caratterizzato da un forte radicamento dove, però, è difficile muoversi. «L’aspetto meno positivo di questa prossimità relazionale – ha commentato Ripamonti - è una certa limitazione della libertà espressiva e della sperimentazione, fattori che assumono un certo peso soprattutto nel passaggio fra l’adolescenza e l’età giovanile. La croce e delizia della Valtellina sono le migrazioni per motivi di studio». Da qui la difficoltà del “ritorno” a casa, con un progressivo impoverimento del territorio e, altro grave fattore analizzato, il timore del giudizio degli altri, tipico delle piccole comunità, e la tendenza a nascondere il malessere e quel dato, relativo a Sondrio, provincia che si contende ogni anno il triste primato di città con maggiori condotte suicidarie.

«Risulta poco problematizzato – ha rimarcato - il fenomeno legato all’uso e all’abuso di alcool tra i giovani e ne risulta confermata la tendenza ad una diffusa normalizzazione fra i giovani, sia nella percezione dei coetanei che degli adulti». Una serie di interessanti considerazioni emerse dalla ricerca riguardano anche lo sport; il facile accesso alla natura e la variegata e ricca offerta di pratiche sportive costituiscono un indubitabile vantaggio per i ragazzi. Anche in questo caso, però, non mancano le preoccupazioni e le annotazioni critiche. Diversi, infatti, gli intervistati che hanno evidenziato i rischi di un modo di vivere lo sport eccessivamente agonistico.


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