Bellini, un premio e voglia di ripartire
Alex Bellini ormai da tre anni si è trasferito in Inghilterra con la moglie Francesca e le due figlie

Bellini, un premio e voglia di ripartire

Questa sera a Livigno riceverà la Golden Beard per l’avventura dagli organizzatori degli Adventure Awards. La prossima sfida è la sopravvivenza su un iceberg: «Difficile progettare la capsula dove vivrò, ma ora si farà»

È lontano dalla “sua” Aprica ormai da tre anni, da quando si è trasferito in Inghilterra con la moglie Francesca e le figlie, Sofia 5 anni e Margherita 3 anni, ma l’avventuriero Alex Bellini porta nel cuore la Valtellina, che oggi gli assegnerà un riconoscimento. A Livigno, alle 21 al Cinelux, gli Adventure Awards lo premieranno con la Golden Beard per Best Adventurer (la barba è il perfetto simbolo dell’avventuriero, uomo o donna che sia). Gli organizzatori del Festival internazionale dell’avventura e dell’esplorazione, giunto alla terza edizione, hanno motivato la scelta per «l’unicità del suo nuovo progetto, oltre che della sua capacità di comunicare e condividere le sue avventure».

La Golden Beard per Best Storyteller è stata invece assegnata a Matteo Caccia, autore di vari format di successo per radio24 e Radio2, tra cui Amnésia, e volto di LaEffe. La serata che li vedrà protagonisti si svolgerà tra interviste e racconti, musica e parole, sarà condotta da Emilio Previtali e dalla chitarra ironica di Guido Foddis, e si concluderà con la consegna dei premi ai film selezionati dalla giuria: Best Movie e Green Movie, che saranno proiettati a seguire.

Negli ultimi dieci anni Alex ha corso più di 23.000 chilometri, ma non si considera un corridore. Ha remato in solitaria più di 35.000 chilometri, ma non si considera neppure un vogatore. Ha vissuto in completo isolamento più di 560 giorni, ma non si considera un avventuriero solitario. Alex, come lui stesso ama definirsi, è un esploratore della natura umana e per mezzo dell’avventura esplora la parte più nascosta di se stesso. Dopo aver attraversato due oceani in solitaria, su una barca a remi di sette metri e mezzo (il Mediterraneo e l’Atlantico nel 2005 e il Pacifico nel 2008) e attraversato il deserto, ora Alex sta mettendo insieme i pezzi della futura grande avventura: la sopravvivenza su un iceberg per un periodo massimo di dodici mesi, sulle coste settentrionali della Groenlandia, dove gli iceberg si formano. L’atleta documenterà le fasi dello scioglimento. Una missione annunciata da tre anni ormai, ma che non è ancora partita per una serie di motivi. «Si tratta di un’avventura complessa, ci sono molti fattori da gestire per ridurre il rischio - spiega -. È stata rimandata già due volte per questioni di sicurezza. Non è stato facile progettare la capsula all’interno della quale vivrò. Ora il progetto c’è e sarà realizzato. Una volta fatto questo passaggio, la capsula sarà allestirà e potrò partire. Tutto questo con il favore della meteorologia. Incrocio le dita per il 2016».

Nel frattempo Alex lavora come keynote speaker e mental coach. «Porto la mia esperienza di avventuriero comunicando messaggi di stimolo e coraggio a chi lavora nelle aziende. Inoltre ho studiato per ottenere la certificazione di “ottimizzatore mentale” per gli sportivi. Tengono conferenze, incontri. Il resto è dedicato alla mia famiglia e all’organizzazione della prossima avventura. Sono onorato di poter ricevere il premio a Livigno. Mi piace pensare che mi viene conferito non tanto per l’esperienza che dovrò compiere o per quelle che ho già fatto quando per il messaggio che voglio portare: un’attitudine all’avventura. Ne abbiamo bisogno tutti, anche per gestire momenti non facili della vita».


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