Basta sovrapposizioni, agenda unica provinciale per gli eventi

Basta sovrapposizioni, agenda unica provinciale per gli eventi

Raccogliendo anche le sollecitazioni degli organizzatori, Franco Angelini, consigliere provinciale delegato al Turismo lancia la proposta di coordinamento per evitare che si debba scegliere, ad esempio, tra la Sagra del Bitto di Morbegno e quella della Mela e dell’uva di Villa di Tirano.

«Nessun intento polemico - chiarisce subito Angelini-, ma la constatazione di una necessità non nuova, ma che si presenta sempre più spesso. Gli eventi legati al mondo dell’enogastronomia locale, dei prodotti del territorio sono ormai di una tale qualità, oltre che quantità, che bisogna fare di tutto per valorizzarli evitando, tra le altre cose, che si facciano concorrenza tra di loro».

Questione di opportunità e marketing turistico innanzitutto. Le stesse ragioni, d’altro canto, che stanno alla base della revisione normativa delle linee d’indirizzo per sagre e fiere decisa dalla Regione Lombardia un paio di anni fa che impone anche l’obbligo per i Comuni di comunicare gli eventi. «Allo stesso modo di come opera Milano - sostiene Angelini -, dobbiamo avere anche noi un tavolo di coordinamento provinciale sul quale arrivino le proposte dei diversi mandamenti e che si occupi di evitare le sovrapposizioni tra le iniziative maggiori essendo in grado di contrattare con gli organizzatori». Un coordinamento che arrivi a stilare una sorta di agenda unica di Valtellina e Valchiavenna, prima di inviare l’elenco a Milano, in cui ciascun evento possa avere il giusto risalto diventando occasione di attrazione turistica e, al contempo, promozione del territorio.

Per questa ragione oltre all’intervento prioritario sul calendario provinciale delle manifestazioni, almeno le più grandi, Angelini propone anche un «indispensabile» percorso per uniformare l’offerta turistica legata agli eventi.

«Dobbiamo essere in grado di uscire con un’immagine unica della Valle - dice Angelini -, con un logo immediatamente riconoscibile e riconducibile al nostro territorio nella sua interezza. Banalmente, se nelle sagre si usano i grembiuli per presentare i prodotti, ecco che siano tutti uguali. Che anche visivamente sia subito chiaro che si parla di Valtellina, che la cornice entro cui si opera sia la stessa per tutti».

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