Bar e ristoranti:   «Si torna a lavorare»
Dal primo giugno, dopo quasi un anno, si potrà tornare a cenare al ristorante

Bar e ristoranti:

«Si torna a lavorare»

Da mercoledì 19 coprifuoco alle 23, sabato ripartono gli impianti e i negozi dei centri commerciali

«Una buonissima notizia. Possiamo finalmente tornare a lavorare. E a farlo avendo una data precisa». Attese con trepidazione, le indicazioni arrivate ieri dalla cabina di regia e poi dal consiglio dei ministri che le trasformerà in un decreto sono state accolte con grande soddisfazione dagli operatori interessati, primi tra tutti ristoratori e baristi. Dal primo giugno, infatti, si potrà tornare a mangiare e bere anche all’interno dei locali e a farlo non soltanto a mezzogiorno ma anche alla sera potendo contare sul prolungamento dell’orario: il coprifuoco mercoledì slitta dalle 22 alle 23.

Buone notizie per chi finora ha dovuto lottare anche con le condizioni meteo che certo non hanno favorito i tavoli all’aperto. Ma quelli legati al mondo dei pubblici esercizi sono solo alcuni degli allentamenti decisi dal governo sulla base dei dati dei contagi, che da giorni mostrano un andamento positivo, e su quelli di una campagna vaccinale che finalmente sembra girare per il verso giusto. Aperture graduali, intanto, come le ha definite il presidente del consiglio Mario Draghi, e che qualcuno avrebbe voluto più immediate, ma che mostrano finalmente una luce in fondo al tunnel con una road map ben definita.

Da mercoledì, come detto, il coprifuoco passa dalle 22 alle 23. Dal primo giugno, invece, si potrà tornare a gustare caffè e apertivi anche al bancone dei bar, i ristoranti e i bar potranno aprire a pranzo e a cena anche al chiuso e dal 7 giugno il coprifuoco passerà alla mezzanotte, con l’intento di eliminarlo del tutto a partire dal 21 giugno in concomitanza con l’arrivo dell’estate.

Gli esercizi commerciali in mercati e centri commerciali, gallerie e parchi commerciali nelle giornate festive e prefestive riapriranno, invece, già da questo sabato, 22 maggio. Giorno in cui torneranno a girare anche gli impianti di risalita. Le palestre torneranno in attività lunedì 24, le piscine al chiuso dovranno invece aspettare il primo luglio. L’apertura dei parchi tematici è prevista il 15 giugno, mentre già dal primo giugno il pubblico potrà tornare ad assistere ad eventi e competizioni sportive all’aperto e dal primo luglio anche al chiuso, pur con una capienza non superiore al 25% di quella massima e comunque non superiore a 1.000 persone all’aperto e 500 al chiuso. Insomma, una serie di misure che indicano la strada per la ripresa, pur nella cautela necessaria per evitare che con l’autunno torni nuovamente a peggiorare la situazione come accaduto lo scorso anno.

La soddisfazione tra gli operatori, con qualche eccezione, è palpabile. «Siamo davanti ad un grande passo avanti - dice Piero Ghisla, presidente della Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe) di Sondrio -. Nel rispetto di tutte le misure e con le cautele che abbiamo sempre osservato dopo più di un anno possiamo finalmente tornare a lavorare potendo fare anche un minimo di programmazione sia per quanto riguarda le attività, sia per quanto riguarda il personale così fortemente penalizzato dagli annunci e dalle chiusure dell’ultimo minuto. Abbiamo una data certa, c’è un calendario preciso di riaperture e dunque non possiamo che essere contenti». Anche perché all’orizzonte c’è l’estate che significa turismo. «Auspichiamo che anche le vaccinazioni continuino a ritmo sostenuto perché soltanto così si può ricominciare davvero a vivere con più serenità».

«Bene - commenta anche Stefano Steffanoni dal bar Moderno di Sondrio -. Mi auguro che questo sia l’inizio di un nuovo percorso e che non si debba richiudere a breve. Noi ci vacciniamo per stare in sicurezza e per mettere in sicurezza i nostri clienti. Non c’è altra via».

«Siamo contentissimi - dicono Silvia e Nicola Marveggio dal ristorante Petrus di Sondrio che per continuare ad offrire il servizio si sono inventati una corte interna all’aperto -. Lo spazio all’esterno lo sfrutteremo comunque, ma poter contare sui tavoli dentro è tutta un’altra cosa. Cambiano le prospettive anche in vista dell’estate. Anche perché finora il tempo non ci ha davvero aiutato. Non vediamo l’ora di poter riprendere a pieno regime».

Si aspettavano una riapertura più immediata invece dalla spaghetteria Terra di Mezzo ritenendo quel primo giugno ancora troppo lontano. «Non capisco perché non consentirci di lavorare al chiuso anche prima - dice Antonio Elia -. Sono altri 15 giorni persi. I dati sono in netto miglioramento e dunque perché aspettare? In tre settimane è risultato chiaro che le nostre aperture non hanno inciso sull’aumento dei contagi e dunque dovevano decidere di aprire subito e soprattutto di differenziare i ristoranti dai bar che sono molto più a rischio». L’amarezza è legata al fatto che le condizioni meteo così instabili non consentono neanche di organizzare il servizio. «Sabato scorso ha piovuto ed è stato un disastro, altre volte le previsioni sono brutte e poi invece esce il sole. Non si può lavorare così. Impedirci di riaprire subito non dimostra una gran voglia di far ripartire le attività».


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