«Banche locali, l’unica scommessa vincente è la fusione»

«Banche locali, l’unica scommessa vincente è la fusione»

Non una questione di management e neppure di negoziazioni o di giudizi sui due istituti, le loro scelte o le loro storia, quanto piuttosto una scommessa da vincere per il futuro stesso di Valtellina e Valchiavenna.

È il senatore tiranese Benedetto Della Vedova, studi economici alla Bocconi e un ruolo da sottosegretario agli Esteri nel governo Renzi, ad affrontare il tema delle banche locali. E a farlo al di là e al di sopra di qualsivoglia giudizio di merito sulle due realtà locali, guardando all’oggi, ma soprattutto al domani.

«Le turbolenze dei giorni scorsi del sistema bancario italiano e anche dei mercati internazionali - dice Della Vedova - mostrano una volta di più che i tempi tranquilli in cui i vascelli di piccole dimensioni, guidati un nocchiero molto bravo, potevano andare molto lontano sono finiti. Quanto accade oggi a Monte Paschi, al netto di errori e processi, è emblematico di un mondo destinato a cambiare. Monte Paschi che ha fatto la ricchezza del suo territorio in dieci anni, non avendo accettato la sfida del mutamento, si è ridotto come è oggi. A svantaggio di tutto il territorio». Un monito secondo Della Vedova anche e soprattutto per i due istituti di credito della provincia: Creval e Banca Popolare di Sondrio.

Della Vedova è certo che se i manager dei due istituti decidessero per rimanere separati in vista della trasformazione in società per azioni, da qui a cinque, sei anni le banche valtellinesi sparirebbero. «Non ci sarebbero più - dice -, ci sarebbero piuttosto grossi istituti nazionali che le avranno inglobate al termine di negoziazioni e promesse di mantenere questo o quell’altro. Promesse che però durano lo spazio di un mattino. Rimarrebbero gli sportelli, forse, ma la testa e il cuore delle banche sarebbero altrove».

Ma se anche la scommessa di rimanere arroccate sulle proprie posizioni, risultasse vincente - «e un qualsiasi bookmaker londinese pagherebbe una posta altissima per questa eventualità» -, secondo Della Vedova per le banche non si avrebbe una situazione differente da quella prevista nel caso di fusione. Insomma la scommessa vincente resta una e una soltanto.

«Capiamoci, anche un istituto valtellinese unico, con spalle larghe e gambe robuste avrebbe un cammino complicato - dice il senatore -, ma potrebbe essere protagonista nel sistema del credito. Un’industria nella quale eccelliamo come territorio e che invece rischiamo di perdere con conseguenti pesanti ricadute sull’intera provincia». Il senatore è convinto: senza l’industria del credito, la Valle perderà tutto. «Confido che i management che hanno fin qui gestito bene i due istituti di credito - il monito che suona come appello di Della Vedova - abbiano la lungimiranza di fare scelte nell’interesse di tutti».


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