Banca Popolare di Sondrio, l’utile netto a 110,8 milioni
Il presidente Francesco Venosta e il consigliere delegato e direttore generale Mario Alberto Pedranzini

Banca Popolare di Sondrio, l’utile netto a 110,8 milioni

I dati del 2018. «Risultato frutto dell’immutata capacità di produrre valore e autofinanziare la propria crescita». Pesa l’andamento dei mercati finanziari. A famiglie e imprese nuove erogazioni per oltre 2,5 miliardi di euro.

La Popolare di Sondrio archivia il 2018 con un utile netto consolidato di 110,8 milioni, in calo del 30,4% rispetto ai 159,2 milioni del 2017. Il risultato, «che mostra la resilienza del Gruppo e l’immutata capacità di produrre valore nel tempo e autofinanziare la propria crescita», commenta l’istituto (guidato dal consigliere delegato e direttore generale Mario Alberto Pedranzini e presieduto da Francesco Venosta), risente significativamente dell’andamento dei mercati finanziari. A influenzarlo positivamente c’è tuttavia un dividendo straordinario di Nexi pari a 20,8 milioni di euro, mentre l’esito risulta penalizzato per 32,2 milioni dai contributi finalizzati alla stabilizzazione del sistema bancario. In crescita, invece, il margine di interesse (+3,7%, a 508 milioni) e le commissioni nette (+3,5%). In flessione invece la raccolta diretta (-1,8%)

Per quanto riguarda i livelli di capitale, il CET1 ratio phased in si attesta al 12,03%, in crescita di 43 punti base rispetto all’11,60% del 2017. Il Tier1 Ratio e il Total Capital Ratio si posizionano su valori pari rispettivamente al 12,03%, al 12,07% e al 13,61%. Tutti questi coefficienti riflettono ancora l’utilizzo dei metodi standard di ponderazione del rischio di credito. Un ulteriore apprezzamento degli indici prudenziali di capitale è atteso a seguito dell’adozione nel corso del 2019 dei modelli avanzati Airb, per i quali la banca è in attesa di ricevere l’autorizzazione da parte dell’Autorità di vigilanza.

La redditività del capitale (Roe) si posiziona al 4,4%. Gli indicatori di liquidità di breve e medio periodo si posizionano su valori di assoluta tranquillità, ben superiori al 100%. Grazie alle ampie disponibilità liquide attuali, nonché ai rimborsi attesi su investimenti mobiliari nel corso del 2019, non si ravvisano fabbisogni di liquidità legati ai rimborsi delle operazioni Tltro in scadenza nel corso degli esercizi 2020 e 2021.

In incremento del 3,6% il risultato dell’attività bancaria caratteristica, sommatoria di margine di interesse (+3,7%) e commissioni nette da servizi (+3,5%). Il risultato complessivo dell’attività in titoli registra un sostanziale calo (-91,7%) rispetto ai risultati del 2017, alla luce delle avverse condizioni di mercato e all’incremento della percezione del rischio sovrano da parte degli investitori nazionali e internazionali.

Famiglie e imprese

Per quanto riguarda la tradizionale attività di vicinanza alla clientela e alle comunità di riferimento, famiglie e imprese hanno usufruito di nuova finanza per oltre 2.500 milioni di euro. La raccolta diretta ammonta a 31.063 milioni di euro rispetto ai 31.634 milioni di euro del periodo di confronto (-1,8%); quella indiretta si attesta, in lieve incremento (+0,2%), a 30.182 milioni di euro rispetto a 30.119 milioni di euro. La raccolta assicurativa ammonta a 1.410 milioni, in incremento del 5,6% rispetto ai volumi dell’anno precedente. I crediti deteriorati lordi diminuiscono di 109 milioni. I valori dell’Nnp Ratio, lordi e netti, si collocano, rispettivamente, al 14,55% e al 6,97% e si raffrontano al 15,08% e al 7,93% di fine 2017. Tali valori riflettono l’attività svolta dalle strutture interne, senza ricorrere a cessioni, nell’intento di salvaguardare il primario interesse della banca, assicurando, nei limiti del possibile, la volontà dei debitori di far fronte, seppure gradualmente, ai propri impegni.

Le rettifiche per rischio di credito ammontano a 237,3 milioni di euro a fronte dei 267,5 milioni di euro del 2017. Il costo del credito è pari allo 0,93% e si raffronta con lo 0,90% del 2017. Il tasso di copertura delle sofferenze si colloca al 69,36%, mentre quello dei deteriorati, considerati complessivamente, si posiziona al 56,21%. Nel 2017 e 2018 i livelli di copertura complessivi sono cresciuti di oltre 1.000 punti base, 482 nel 2017 e 522 nel 2018; «ciò a testimonianza di una politica di gestione lineare, che ha sempre privilegiato la prudenza, uniformando i valori contabili a quelli di presunto realizzo».n


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