«Baita in affitto a Bormio per capodanno»  Pagano, ma scoprono che è una truffa
I carabinieri di Bormio

«Baita in affitto a Bormio per capodanno»

Pagano, ma scoprono che è una truffa

Un gruppo di giovani di Verbania aveva prenotato per il weekend di S. Silvestro. Hanno presentato denuncia ai carabinieri

Di vero in questa storia ci sono i soldi pagati come anticipo per trascorrere quattro notti in una baita a Bormio. E di vero ci sono anche la rabbia e la delusione quando si sono resi conto di essere stati fregati da un truffatore seriale che sul web ha postato una mezza dozzina di annunci per promuovere l’affitto di case in località montane a cavallo di capodanno. Tutto il resto, a cominciare proprio dagli alloggi proposti, non esiste.

C’è tanta amarezza nel racconto di un gruppo di ventenni della provincia di Verbania che un mese fa aveva risposto all’annuncio apparso sul sito “subito.it”, che reclamizzava una baita in via Stelvio a Bormio, con 10 posti letto per quattro notti, al prezzo di mille euro.

«Ci era parsa una bella occasione, ideale per la nostra compagnia, dato che siamo proprio in dieci - dice oggi Lorenzo, 22 anni, che parla a nome del gruppo - Così abbiamo contattato il proponente, una persona gentile che ci ha spiegato che la casa era del fratello. Ci siamo accordati sul prezzo, mille euro, versandone duecento a titolo di caparra sul conto PostePay che ci ha fornito unitamente al codice fiscale». Era il primo dicembre. L’accordo prevedeva un contatto telefonico il giorno prima dell’arrivo a Bormio per concordare la consegna delle chiavi.

Sembrava tutto regolare, ma il dubbio ha cominciato ad insinuarsi il 24 dicembre, quando i giovani hanno cercato l’uomo al telefono: c’era la segretaria telefonica. «Poco male, abbiamo pensato, tanto dovevamo sentirci il 29», continua Lorenzo. Il giorno fatidico arriva, ma del fantomatico proponente ancora nessuna traccia. «Avremmo dovuto esser su oggi, ma anziché venire a Bormio a questo punto siamo andati decisi dai carabinieri per presentare denuncia. Quel che più brucia non è il danno economico, in fondo ci rimettiamo solo venti euro a testa, possiamo sopravvivere, ma è il fatto di essere stati raggirati che ci riempie di rabbia» commenta Lorenzo.

Una trappola ben congegnata, e forse a trarre in inganno il gruppo è stato il codice fiscale (che però potrebbe essere stato falsificato o clonato). Peraltro il numero crescente di transazioni sempre più sicure che avvengono per via informatica, vedono proprio gli under 30 come protagonisti. Tutto sembrava a posto, insomma, e fidarsi è stato un attimo. Giovani, e forse un po’ ingenui. Ma a proprio agio su internet, nonostante la fregatura inflitta via web. E così, smanettando nei motori di ricerca, i ragazzi di Verbania hanno scoperto che l’ineffabile venditore, «con lo stesso nome e gli stessi numeri di telefono, proponeva case in affitto per l’Immacolata e capodanno in diverse località montane alla moda: oltre a Bormio anche Livigno, Asiago, Madonna di Campiglio, Cortina, Saint Vincent. Tutti annunci cancellati, ma di cui è rimasta traccia nei motori di ricerca».

Non solo: «Ci aveva fornito una mail con il nome di una donna, che siamo riusciti a contattare per via telefonica. È un’anziana di Zogno, in provincia di Bergamo che non ha la connessione internet a casa. Ci a detto che non eravamo i primi a chiamare per lo stesso motivo».

Elementi che adesso torneranno utili solo a i carabinieri.


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