Baby Gang       Attesa la decisione       sulla scarcerazione
Baby Gang

Baby Gang
Attesa la decisione
sulla scarcerazione

Attesa nelle prossime ore la decisione del gip di Milano Manuela Scudieri sulla richiesta di scarcerazione di Baby Gang

Il rapper, 20 anni, residente a Sondrio, è stato arrestato mercoledì 19 gennaio con l’accusa di aver preso parte a due rapine nel milanese fra i mesi di maggio e luglio.

Una misura cautelare in carcere giustificata dal giudice milanese anche con i numerosi precedenti che Zaccaria Mouhib, questo il suo vero nome, ha collezionato nel corso degli anni, fra cui anche una condanna a tre anni e mezzo per una rapina effettuata da minorenne su un treno, con un mitra finto.

Nella mattinata di sabato, nel penitenziario di San Vittore, affiancato dal suo legale Niccolò Vecchioni, Baby Gang aveva risposto a tutte le domande del gip affermando la propria innocenza.

L’episodio più grave, che gli è valsa la misura cautelare in carcere, è dello scorso luglio, a Vignate, hinterland di Milano.

Secondo la Procura in quella circostanza avrebbe aggredito un ragazzo che era seduto nella propria auto puntandogli una pistola al volto e sottraendogli un paio di auricolari, 130 euro e le chiavi della vettura. Gli avrebbe intimato di non urlare e di comportarsi come se li conoscesse, altrimenti l’avrebbe ucciso.

Nell’interrogatorio di garanzia Baby Gang ha raccontato al giudice di essere stato quel giorno a Vignate, a pranzo da un amico, ma di essersi poi mosso nel primissimo pomeriggio alla volta della Romagna, dove aveva in programma due concerti, poi annullati per Covid.

Secondo quando da lui riferito avrebbe lasciato l’hinterland milanese sette ore prima della rapina. A conferma di questo ci sarebbero i tabulati telefonici e alcune immagini caricate sui social. Inoltre, il telefono del rapper che avrebbe agganciato la cella di Vignate soltanto fino alle 13.

L’elemento con cui Baby Gang, in carcere ormai da sette giorni, è stato collegato a questa rapina è stato il riconoscimento di uno dei testimoni: «Non vi è nulla di più che la localizzazione del telefono sette ore prima della rapina. - aveva spiegato l’avvocato Vecchioni - Il riconoscimento fotografico effettuato dalla vittima è poco attendibile, tanto che Zaccaria è stato riconosciuto con lo stesso grado di certezza con cui era stato riconosciuta un’altra persona poi risultata immediatamente essere completamente estranea della vicenda perché aveva un alibi. Baby Gang ha firmato contratti importanti e ha cambiato vita».

Il secondo episodio contestato dalla Procura, invece, è una rapina avvenuta il 23 maggio alle 22 in piazza Vetra a Milano. Un ragazzo era stato accerchiato da tre coetanei, colpito con uno schiaffo e rapinato. Il riconoscimento aveva portato Baby Gang: «In relazione a questo secondo episodio – prosegue l’avvocato – il Gip ha escluso che ci siano reali indizi a carico di Zaccaria».


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