Aumentano i pernottamenti in città  Il turismo brinda con i dati del 2018
I dati sul turismo del 2018 sono in parte dovuti a “Rezia Cantat”

Aumentano i pernottamenti in città

Il turismo brinda con i dati del 2018

Chiavenna, oltre 42mila pernottamenti e una destagionalizzazione che è ormai realtà. Bene anche il turismo sportivo, ma per ora gli ospiti pesano sul bilancio dell’ente montano.

Più turisti, che si fermano di più e con una stagione che ormai va da dicembre a ottobre. Lo dicono i dati (per ora sono stati elaborati solo quelli di Chiavenna) del 2018. Chiavenna continua a crescere e ha portato il numero di pernottamenti a 42.696. «Il processo di destagionalizzazione – spiega il direttore del Consorzio di Promozione Turistica della Valchiavenna Filippo Pighetti – è ormai concluso. I turisti arrivano a prescindere dalla stagione e questo è un fattore positivo. Così come è positivo il dato relativo al prolungamento delle permanenze passate da una media di 1,6 a una di 2 notti in quattro anni».

La destagionalizzazione è un fattore da tutti ritenuto fondamentale. Se una volta il visitatore arrivava a Chiavenna in estate o per i periodi di festività ora viene praticamente tutto l’anno. Con l’eccezione del debole mese di novembre. I dati vanno comunque anche interpretati. Sicuramente il dato del 2018 deve tenere conto di due fattori. Uno positivo e uno negativo: l’organizzazione di Rezia Cantat, manifestazione che ha portato a giugno in città alcune migliaia di pernottamenti ma che naturalmente non si può ripetere tutti gli anni anche se si spera nell’effetto trascinamento. Cioè che chi è stato a Chiavenna per cantare o per assistere ai concerti ci torni. «Dobbiamo, però, tenere anche conto che il 2018 è stato un anno problematico dal punto di vista della viabilità – commenta Pighetti – soprattutto per la situazione di Gallivaggio e della Statale 36 dello Spluga, che sicuramente ha avuto un effetto negativo. Così come qualche effetto negativo l’ha avuto nell’anno precedente la situazione della Val Bondasca».

Sperando che le difficoltà di queste settimane legate alla Superstrada 36 non portino conseguenze. C’è un altro dato da tenere in considerazione. Divulgato dallo stesso Consorzio Turistico nei mesi scorsi. Quello relativo al turismo sportivo. Turismo che quando è iniziata la crescita che ha portato circa 11 mila presenze in più all’anno a Chiavenna era ancora solo abbozzato. Si parla di quasi 9000 presenze lo scorso anno su tutta la Valchiavenna. Turisti veri, ma che alle casse pubbliche costano. Lo scorso anno per le casse della Comunità Montana Valchiavenna l’investimento per avere a Chiavenna squadre professionistiche, giovanili e camp è stato di circa 70 mila euro. Un turismo che, insomma, almeno per il momento non cammina ancora con le proprie gambe.


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