Artigiano in fiera, un avvio molto gustoso
Da sinistra: Vittorio Favron, Luca Leoni e Bruno Sem

Artigiano in fiera, un avvio molto gustoso

Valtellina Turismo. Code al ristorante locale e una proposta di eccellenze locali sempre molto apprezzata. Piace anche il progetto voucher convertibile in skipass a 30 euro, vendute 1.300 tessere nel fine settimana.

Fila per gli skipass a ruba e folla al ristorante valtellinese. Oltre a una buona affluenza agli stand delle imprese. Il bilancio del primo weekend a “L’Artigiano in fiera” per il “Villaggio Valtellina” è stato senza dubbio positivo. In una manifestazione dall’afflusso elevato in gran parte dei padiglioni (anche se l’ufficio stampa della manifestazione ieri sera non ha diffuso cifre sugli ingressi), nell’area dedicata alla provincia di Sondrio e coordinata da Valtellina Turismo c’è stata un’affluenza costante di visitatori. Nell’area di circa cinquecento metri quadri all’interno del Padiglione 6 della fiera è stato riproposto, a 30 euro, il progetto voucher convertibile in skipass giornaliero valido per tutte le skiarea - tranne la Val Gerola - della provincia, da Livigno a Madesimo.

Un’opportunità gradita soprattutto dai turisti di prossimità lombardi. «C’è stata un’ottima richiesta: solo nella giornata di sabato ne abbiamo venduti più di cinquecento e alla fine del weekend abbiamo raggiunto quota 1.300», ha raccontato Manuel Pozzoni di Valtellina Turismo. A stimolare l’acquisto c’è soprattutto la possibilità di sciare a un prezzo molto conveniente: in alcuni casi per il giornaliero si spendono fino a 49 euro. «Fra i visitatori ci sono stati soprattutto clienti lombardi che già conoscono la nostra provincia, ma non dobbiamo dimenticare gli stranieri, a cominciare dagli svizzeri - ha precisato Pozzoni -. Quest’evento ci permette di presentare la stagione sciistica, ma anche gli eventi culturali e le proposte per l’estate».

È stata riproposta la presenza di un laboratorio per la produzione di ciambelle di segale 100% Valtellina con l’Associazione panificatori e pasticceri attiva all’interno dell’Unione del commercio e del turismo. «Si tratta della seconda partecipazione a questa fiera, un’occasione importante per fare conoscere questa specialità - ha sottolineato Bruno Sem, affiancato da Luca Leoni e Vittorio Favron -. C’è stata molto attenzione nei confronti di questo stand. Questa produzione può essere uno stimolo costante alla coltivazione della segale in Valtellina. Al momento ci basiamo sulla materia prima di un appezzamento a Teglio, l’obiettivo è fare rivivere questa tradizione in tutta la provincia di Sondrio, per consentire a tutti i panificatori di proporre questo prodotto alla clientela». Al fianco dello spazio dedicato alla segale c’erano le “scarrellatrici” dell’Accademia del Pizzocchero di Teglio, che hanno illustrato in diretta la lavorazione artigianale della tipica pasta.

Hanno rappresentato ulteriore stimolo a mettersi in coda all’ingresso del ristorante valtellinese, che anche quest’anno è curato da Fabio Valli del Combolo di Teglio. Sono oltre 290 i metri quadrati a disposizione di quest’attività che, proprio con l’ausilio dell’Accademia del Pizzocchero, permette ai visitatori di gustare le ricette della tradizione valtellinese. «Sia le proposte del ristorante, sia quelle dello street food valtellinese sono state molto apprezzate, come dimostrato dalle code all’ingresso», ha aggiunto Pozzoni con soddisfazione.


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