Arnie sempre più preziose  «E c’è chi arriva a rubarle»
Silvia De Palo, biologa, presidente Apas

Arnie sempre più preziose

«E c’è chi arriva a rubarle»

Segnalati tre episodi tra Valtellina e Alto Lario negli ultimi giorni

C’è chi ruba alveari li ruba ai legittimi proprietari. Una vergogna e un reato. È la giovane e autorevole presidente di Apas, l’associazione provinciale degli apicoltori, sodalizio con centinaia di soci, a lanciare l’allarme. «Succede, ne abbiamo già subiti e in questo ultimo mese è capitato tre volte – annuncia da Sondrio Silvia De Palo, biologa, un master in Biodiversità –, succede tutti gli anni ma quest’anno in particolare, quest’anno c’è stata più grave la moria delle api durante l’inverno, c’è chi cerca alveari per rafforzare la propria produzione, perché li ha persi, li voleva comprare. Non li trova, e pensa, addirittura, di rubarli». È successo nelle scorse settimane a Mazzo, «Un piccolo furto, sei arnie.

Consideriamo che in questo periodo una “famiglia” che abita un’arnia conta 50, 60mila esemplari. In seguito ogni famiglia può arrivare a contare 80mila esemplari». Facciamo i conti, a Mazzo sono state rubate 360mila api. È meglio dirlo. Un furto più grosso è stato messo a segno a Gera ad un apicoltore valtellinese.

«Un grosso furto – ha proseguito la rappresentante degli apicoltori sondriesi – questa volta ad essere portati via illecitamente sono state 36 arnie, ognuna, chiarisce, da circa 60mila api. Anche economicamente è un furto grave e pesante. Consideriamo che ogni singola casetta, ogni alveare, nucleo, in gergo tecnico, ha un costo che si aggira dai 120 ai 150 euro. E quindi fatti i conti, si parla di gente che ha prelevato oltre cinquemila euro di proprietà altrui, privandolo oltretutto della sua produzione. Se perdi la famiglia perdi il valore della stessa più il valore del miele che non potrai produrre e vendere».

Insomma, ladri di api. «Eh sì – prosegue Silvia – a Gera tra l’altro chi ha portato via gli alveari non crediamo abbia agito in maniera casuale. Devi avere osservato la zona, essere arrivato di notte con un mezzo furgonato, insomma, gente organizzata». Ladri. «È sottrazione di bene privato, era già capitato, io raccomando sempre di denunciare – chiarisce anche l’apicoltrice – per noi è un ulteriore peso. Siamo attori nello scenario del lavoro agricolo, se uno ha dei capi di bestiame non deve preoccuparsi che glieli rubino, noi dobbiamo lottare contro l’inquinamento, il meteo stagionale, i balzi del clima e dobbiamo anche stare attenti ai furti, e questo non è bello. Trovare i colpevoli non è facile. Facciamo appello a tutti i cittadini affinché segnalino eventuali episodi furtivi che possano notare».

D.Roc.


© RIPRODUZIONE RISERVATA