Martedì 12 Agosto 2014

Arma con silenziatore, nei guai

bracconiere di Villa di Tirano

La carabina era stata modificata e non denunciata. Di qui l’arresto

Lo hanno aspettato a notte fonda. A fari spenti. Sapevano che sarebbe passato di lì. E non appena è uscito dal bosco, il blitz è scattato. Come le manette ai polsi di Luigi Menaglio, 38 anni, di Villa di Tirano, sorpreso, in compagnia del padre, con un capriolo (appena freddato) nello zaino e una carabina dotata di silenziatore realizzato artigianalmente.

A tendere la trappola ai due villaschi - entrambi cacciatori abilitati -, è stata una vera e propria task force composta da agenti della Polizia Provinciale, uomini della Polizia di frontiera e guardiani della selvaggina della Valposchiavo.

Una volta fermato, l’uomo di 38 anni è stato perquisito. Nello zaino, appunto, aveva un fucile Thomson calibro 308, il silenziatore e un’ottica di precisione, strumento indispensabile per chi non vuole sbagliare un colpo. La matricola della carabina non era abrasa, ma perfettamente leggibile, peccato però che l’arma non fosse stata denunciata e quindi gli agenti gli hanno contestato la detenzione illegale del fucile. In più, avendo il calcio reclinabile, è risultato idoneo ad atti di bracconaggio in quando - una volta smontato - lo si può nascondere facilmente in uno zaino.

Ieri mattina il Menaglio è stato condotto davanti al giudice Barbara Licitra che dopo la convalida dell’arresto lo ha condannato (e scarcerato) per direttissima a 10 mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena.

Sia il figlio che il padre (63 anni) sono poi stati denunciati per aver cacciato di frodo il capriolo, ma per questo reato occorrerà attendere che gli agenti chiudano le indagini. Per il momento,ad entrambi sono state sequestrate le armi correttamente denunciate che i due utilizzavano durante il periodo di caccia (nove fucili con relativo munizionamento).

© riproduzione riservata