Anche Samolaco scommette sul canyoning
Canyoning, non solo la Val Bodengo diventerà meta dei torrentisti

Anche Samolaco scommette sul canyoning

Varato un progetto per mettere in sicurezza e rendere praticabili due gole nel fondovalle.

Canyoning, non solo Val Bodengo. Importanti novità per un settore che seppur di nicchia vanta un numero crescente di seguaci e appassionati. Dal prossimo mese di agosto le attività di torrentismo non saranno più limitate a quello che viene considerato un tempio di questa pratica, ossia la Val Bodengo di Gordona. L’amministrazione comunale di Samolaco, in collaborazione con l’Associazione Italiana Canyoning e le Guide Alpine della Valchiavenna, ha varato un progetto per mettere in sicurezza e rendere praticabili due interessanti gole nel fondovalle. Si tratta delle valli del Mengasca e del Casenda, torrenti che scendono dalla sponda destra della bassa Valchiavenna.

«A cura dell’Aic e con la collaborazione di due guide alpine – ha reso noto l’amministrazione guidata dal sindaco Michele Rossi - è stato eseguito un sopralluogo al fine di ripristinare e garantire la sicurezza e l’idoneità del percorso per la pratica sportiva dell’attività di canyoning lungo il torrente Casenda. I torrenti Casenda e Mengasca saranno inseriti nel programma del 15° raduno internazionale di torrentismo che si volgerà prossimamente in Valtellina e Valchiavenna». L’appuntamento è già programmato dal 5 al 12 agosto e avrà come sede ufficiale il comune di Delebio, ma si estenderà sui territori di Bassa Valtellina, Alto Lario e Valchiavenna. Anzi, avrà una propaggine anche nella Bregaglia svizzera, visto che sarà interessata anche la forra della Val Bondasca.

Un percorso, però, spesso inutilizzabile per la carenza di acqua alternata agli svasi dalle opere di captazione che la rendono pericolosa. Non così per i due torrenti samolichesi, in passato con qualche problema per il rischio di dissesto idrogeologico, ma che ora sono diventati una risorsa. Per quanto riguarda la Val Mengasca, secondo il catasto dell’Aic, si tratta di una gola con un quota di ingresso a 570 metri, un dislivello di 250 e uno sviluppo di 1250 metri praticabile da giugno a settembre. Una presa idrica prima della parte bassa, invece, caratterizza la Valle del Casenda. Qui la quota di ingresso è di 780 metri, il dislivello di 550 metri e lo sviluppo di 1400 metri. Anche in questo caso il periodo di utilizzo è quello estivo. Due teatri piccoli rispetto a quello della Valbodengo, che ha uno sviluppo di 4,5 chilometri suddivisi in tre settori ai quali va aggiunta la forra della Val Pilotera, ma che vanno ad arricchire l’offerta della valle.


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