«Ambulanti multati cinque  Grado di civiltà meno di zero»
La Lega chiede informazioni sulle sanzioni emesse contro i venditori ambulanti in zona ospedale

«Ambulanti multati cinque

Grado di civiltà meno di zero»

Il sindaco Molteni risponde all’interrogazione della Lega. «Non è dal numero dei verbali elevati che si misura una comunità»

La Lega chiede informazioni sulle sanzioni emesse contro i venditori ambulanti in zona ospedale, il sindaco risponde con una presa di posizione politica, perché «una comunità, il suo grado di civiltà, non si misura dal numero di verbali che vengono dati a tre o quattro persone con un colore della pelle diverso da quelli di Scarpatetti».
È un passaggio della lunga risposta che Alcide Molteniha riservato, venerdì sera in consiglio comunale, all’interrogazione di Maurizio Piasini e Lorenzo Grillo Della Berta, in cui i consiglieri segnalavano il mancato rispetto dei regolamenti comunali da parte dei venditori itineranti presenti in zona ospedale – tema già sollevato dalla Lega lo scorso anno - e chiedevano quante sanzioni avessero emesso i vigili. Cinque, ha risposto Molteni, con quattro provvedimenti di sequestro e distruzione del materiale, ma il primo cittadino non ha parlato solo di cifre. «Leggendo l’interrogazione all’inizio pensavo che il problema fosse qualche camion che vende agrumi o formaggi - ha detto il sindaco -, poi ho realizzato che si parla di tre-quattro persone che hanno un colore della pelle diverso da quelli, che so, di Scarpatetti. Mi sono sentito un po’ povero nel dare la risposta, allora ho pensato di riferirmi ai Ligari d’argento».
E Molteni ha citato padre Gianni Nobili, don Valerio Modenesi, Lucia Tarabini, Simone Del Curto e Esilde Della Cagnoletta, scomparsa pochi giorni fa, che «a Scarpatetti apriva la sua casa e preparava la minestra a tutti, compresi quelli con un colore diverso della pelle, come ha raccontato una delle sue nipoti durante le esequie», ha detto Molteni. «Da sindaco pro tempore – ha proseguito – esprimo un unico pensiero, cioè che una comunità non si misura dal numero di verbali a persone che hanno un colore della pelle diverso. Una comunità che fa di queste valutazioni dimentica che spesso assolve concittadini con colore della pelle più smunto che hanno comportamenti scarsamente etici, perché hanno la fortuna di essere considerati parte della comunità».
Risposta fuori bersaglio, secondo il capogruppo della Lega Piasini, perché «l’interrogazione fa riferimento ad un regolamento che questo consiglio ha approvato, con norme di civile convivenza per tutti, e il colore della pelle non c’entra nulla».


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