Altra truffa informatica  Clicca sul finto sms  e spariscono 19mila euro
Occorre denunciare il fatto alla polizia il più presto possibile

Altra truffa informatica

Clicca sul finto sms

e spariscono 19mila euro

La questura: «Non cliccare mai su niente, nel dubbio chiedere in banca»

Un fenomeno in continuo aumento, anche in provincia di Sondrio, una forma di truffa sempre più diffusa, e l’episodio che si è registrato alcuni giorni fa è solo uno di una purtroppo lunga serie.

Stiamo parlando dello “smishing”, o “sms truffa”: In breve, come la maggior parte dei cybercriminali, chi fa smishing vuole ottenere i dati personali delle vittime per poterli usare per rubare denaro. Spesso si fermano ai conti bancari dei singoli ma a volte posso arrivare a rubare i soldi persino delle società di cui le vittime fanno parte.

I cybercriminali adottano due metodi per rubare questi dati. Da una parte possono ingannare le vittime inducendole a scaricare dei malware che si installano automaticamente sul telefono. Questi malware potrebbero mascherarsi da app legittime, inducendo le persone a digitare informazioni confidenziali che vengono inviate ai cybercriminali. D’altra parte, i link contenuti nei messaggi di smishing possono aprire siti falsi in cui viene chiesto di inserire informazioni personali sensibili che i cybercriminali possono usare per rubare l’Id delle vittime. E qualche giorno fa ad una valtellinese sono stati sottratti ben 19mila euro dal conto corrente e la pronta denuncia ha permesso di evitare che venissero sottratti altri soldi.

«Nell’ultimo periodo, si è registrato un significativo aumento dei casi di “sms truffa”, fenomeno noto come “smishing”, secondo il quale si sottraggono informazioni e credenziali personali degli utenti tramite sms - si legge nella nota diffusa ieri dalla Questura di Sondrio -. In particolare, nella mattinata del 2 marzo è stata denunciata in questa provincia una truffa telematica ai danni di una signora, alla quale è stata sottratta la somma dal suo conto corrente per un valore complessivo di 19mila euro. Gli accertamenti effettuati dalla Polizia postale unitamente all’Arma dei carabinieri hanno consentito di bloccare il conto corrente del beneficiario senza portare a termine il trasferimento di ulteriori 9mila euro».

Non bisogna cliccare niente e chiedere sempre alla propria banca. «Si ravvisa pertanto l’esigenza - aggiungono - di sensibilizzare gli utenti affinché, per evitare di incorrere in simili inconvenienti, prestino la massima attenzione a tutti gli sms e le mail provenienti da istituti di credito, verificando sempre l’autenticità del mittente del messaggio».

E a conferma dell’incremento di questo fenomeno ci sono anche le segnalazioni delle banche, che recentemente stanno proprio avvisando i clienti di non fidarsi di sms apparentemente provenienti dagli istituti. Nessun istituto finanziario, infatti, invierà un sms in cui chiede di aggiornare le informazioni del conto o di confermare il codice del bancomat. Se si riceve un messaggio che sembra provenire dalla propria banca e viene chiesto di cliccare qualcosa nel messaggio, è senza dubbio una truffa.


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