Alta tensione a Chiavenna: fucilate contro l’autovelox
L’impianto raggiunto da una rosa di pallini sotto il cartello “controllo elettronico della velocità” (Foto by lisignoli)

Alta tensione a Chiavenna: fucilate contro l’autovelox

Dopo le proteste per le migliaia di multe elevate dal sistema c’è chi ha pensato di “farsi giustizia”. Il vice sindaco: «Gesto gravissimo che non resterà impunito». Carabinieri al lavoro per trovare il responsabile.

Preso a fucilate l’autovelox di via Volta. Incredibile quanto è accaduto durante la sera di mercoledì all’impianto collocato ad agosto lungo la strada che collega Mese a Chiavenna. Le tantissime proteste per l’ondata di multe arrivate nelle case dei valchiavennaschi in seguito all’entrata in funzione dell’impianto di rilevazione della velocità voluto dall’amministrazione comunale chiavennasca sono andate ben oltre le parole. Qualcuno ha pensato, forse per vendetta dopo aver perso soldi e punti della patente, di farsi “giustizia” da sé prendendosela con l’impianto. Una fucilata, forse due, alla telecamera e alla cassetta dell’impianto collocata sul palo. Fori che sembrano essere quelli di un fucile a pallini. Immediata è scattata la denuncia dell’amministrazione comunale ai carabinieri della Stazione di Chiavenna: «Quanto accaduto è gravissimo - commenta il vicesindaco e assessore alla polizia locale del Comune di Chiavenna Davide Trussoni -. Siamo di fronte a un reato e faremo di tutto per trovare il colpevole».

Ad aiutare le indagini ci sono le telecamere. Sicuramente l’autore del grave gesto è stato ripreso dall’occhio elettronico che vigila sulla velocità delle auto in transito. Le immagini ci sono e sono attualmente al vaglio dei carabinieri per individuare il responsabile. Interverrà anche la balistica per capire da che tipo di fucile è partito il colpo. L’impianto ha ovviamente smesso di funzionare, ma le immagini immediatamente precedenti il colpo di fucile sono state catturate in remoto e salvate sulla memoria della rete di registrazione della videosorveglianza, quindi se chi ha sparato era a viso scoperto verrà presto identificato.

Ieri circolava la voce che l’impianto fosse stato danneggiato anche in un altro modo, e cioè con il taglio dei cavi di alimentazione utilizzando un flessibile. Un episodio, però, smentito dall’amministrazione comunale. Quanto accaduto mercoledì è la cartina di tornasole del malcontento che serpeggia in Valle per l’accensione di questo impianto posto all’inizio del lungo viale che dalla provinciale Trivulzia porta a Chiavenna con un limite posto a 50 chilometri orari, più la tolleranza di cinque chilometri, e rilevazione in entrambi i sensi di marcia. Sono migliaia le multe consegnate, o in corso di consegna, in queste settimane. Tante con decurtazione dei punti della patente. Nei giorni scorsi erano emersi casi limite, come quello dell’autotrasportatore che aveva accumulato circa 8mila euro di sanzioni e perso praticamente tutti i punti della patente. Da un lato l’accusa all’amministrazione comunale di voler fare cassa sfruttando le disattenzioni degli automobilisti, visto che basta passare a 56 chilometri orari per beccare la multa. Dall’altro la difesa del Comune, tesa a evidenziare come un giro di vite sulla velocità nella zona fosse richiesta dalla popolazione e a sottolineare come la collocazione e la taratura dell’impianto siano vincolate dalle norme. «Sicuramente – conclude Trussoni – le strumentalizzazioni di queste settimane, anche da parte della minoranza del consiglio comunale, hanno contribuito a creare questo clima. Il compito dell’amministrazione è quello di far rispettare le regole e non sono accettabili in nessun modo gesti come questo, che hanno anche un risvolto penale». Dal punto di vista delle indagini, bisogna anche capire se ci sono testimoni che hanno visto qualcosa o udito lo sparo. Tutto dovrebbe concludersi, in un senso o nell’altro, nel giro di pochi giorni. Il sindaco Luca Della Bitta aveva spiegato nei giorni precedenti come, dopo il boom delle prime settimane, il numero di sanzioni fosse in drastico calo con una situazione in via di normalizzazione. Evidentemente non è bastato a raffreddare gli animi di qualcuno.


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