Alleanza lombarda nel servizio idrico  «Cerchiamo sinergie»
La “Water alliance” prevede scambio di informazioni su tutta la “filiera” del servizio idrico

Alleanza lombarda nel servizio idrico

«Cerchiamo sinergie»

Secam sigla l’accordo da circa 5 milioni di utenti. Ieri la presentazione davanti alla commissione Bilancio. «Non una super società, ma una collaborazione estesa».

Un «sindacato» fra aziende di proprietà pubblica, creato a costo zero e con piena libertà per ognuno di decidere a quali progetti “collettivi” partecipare. Questo sarà secondo i vertici di Secam la “Water alliance – Acque di Lombardia”, la joint venture contrattuale fra aziende idriche lombarde che diventerà operativa dal primo gennaio: l’hanno spiegato ieri sera a palazzo Pretorio il presidente della società Mauro Della Pedrina e l’amministratore delegato Gildo De Gianni, che davanti alla commissione Bilancio hanno illustrato l’iniziativa e hanno risposto alle richieste di chiarimenti avanzate dai consiglieri comunali.

L’accordo fra Gruppo Cap, BrianzAcque, Uniacque, Padania Acque, Lario Reti Holding, Sal e Pavia Acque cui nei mesi scorsi ha deciso di aderire anche Secam è un tema discusso già da qualche tempo dai comitati per l’acqua pubblica, e la commissione consiliare ieri ha preso in esame vari aspetti dell’iniziativa, dopo l’informativa iniziale di Della Pedrina e De Gianni. Al centro dell’attenzione, sia le finalità dell’accordo, sia le prospettive della Water alliance per l’azienda di proprietà degli enti pubblici di Valtellina e Valchiavenna. L’accordo coinvolge «aziende tutte di proprietà interamente pubblica, che gestiscono il servizio idrico integrato in circa 900 Comuni lombardi, servendo quasi cinque milioni di cittadini», ha spiegato Della Pedrina, con obiettivi operativi, e non solo.

«Due sono gli intendimenti di questa adesione – ha affermato il presidente di Secam -, ribadire il concetto dell’acqua pubblica gestita da aziende pubbliche attraverso un gruppo che rispetto alle singole aziende potrà avere maggior voce nei confronti del legislatore e dell’Authority, e collaborare a livello operativo, mettendo in comune il know-how ma anche ottenendo economie di scala sugli acquisti. Non abbiamo nessuna intenzione di fare una super-società, si tratta di una collaborazione in cui ciascun partecipante ha il diritto di decidere di volta in volta se aderire ai progetti che verranno attivati». In questi mesi nella “Water alliance” si è parlato ad esempio di una convenzione per ridurre i costi delle analisi di laboratorio più complesse, ha spiegato De Gianni, ma l’aspetto preponderante secondo l’ad di Secam è «la difesa della configurazione interamente pubblica» di queste gestioni del servizio idrico integrato. Difesa a fronte di «iniziative con altre impostazioni, che non sono nemmeno troppo sotto traccia», ha detto l’ad di Secam, e che fanno pensare alla possibilità di accorpamenti o modifiche dell’impostazione per le gestioni “in house”: la Water alliance è «un sindacato, di fatto», ha affermato De Gianni, che darà maggior voce alle aziende partecipanti.


© RIPRODUZIONE RISERVATA