Allarme stangata  su acqua e rifiuti  «In tre anni +27%»
Aumenti in vista per rifiuti e acqua in provincia di Sondrio

Allarme stangata

su acqua e rifiuti

«In tre anni +27%»

Tariffe Malumori dopo le assemblee di Secam. Spazzatura, conguagli pesanti: a Livigno 500 mila euro. Per il servizio idrico ci sono troppi costi non coperti

Tariffe del servizio idrico integrato “straordinariamente” in aumento, conguagli 2020 per il servizio rifiuti che per alcuni Comuni raggiungono cifre a cinque zeri, trasferimento di competenze e personale, a partire dal direttore Andrea Mariani, alla controllata Sea già fatto senza alcun preavviso ai soci e una modifica statutaria resa necessaria dall’ultimo richiamo Enac sul controllo analogo che dovrebbe andare in assemblea a breve.

Torna sotto i riflettori Secam, la società interamente pubblica che si occupa di rifiuti e servizio idrico integrato per le amministrazioni comunali della provincia di Sondrio. Lo fa dopo che le assemblee mandamentali organizzate un paio di settimane fa per presentare ai sindaci, o a chi per essi, le ultime novità in materia di costi e tariffe hanno provocato malumori e preoccupazioni tra gli amministratori e non solo.

La questione è complessa. Per quanto riguarda i rifiuti, il conguaglio annunciato dopo la modifica del metodo di calcolo introdotto da Arera (l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) si traduce - ma i calcoli non sono definitivi - per alcuni Comuni in una stangata: 500mila euro per Livigno, 300mila per Bormio, 170mila per Valdidentro e 150mila per Chiavenna. Cifre più modeste, intorno ai 30/35mila euro per realtà più piccole come Piateda o Montagna.

A Sondrio l’amministrazione aspetta le verifiche in corso prima di parlare di cifre. E in effetti, come annunciato in un documento dal direttore finanziario di Secam Andrea Portolani, sono ancora aperti i confronti con i Comuni per i maggiori oneri dovuti per i rifiuti. Argomento che ha scaldato gli animi durante le assemblee mandamentali il cui piatto forte avrebbe dovuto essere il ventilato aumento delle tariffe dell’acqua da parte dell’Ufficio d’ambito.

Un rincaro straordinario (le tariffe 2020-2023 sono già state approvate dall’autorità) provocato dall’istanza presentata da Secam a fine luglio, quando ha evidenziato che nel periodo 2016-2019 per il servizio idrico integrato avrebbe sostenuto costi non coperti dalle tariffe per oltre 20 milioni di euro. Di questi, secondo l’Ufficio d’ambito soltanto una parte (6,5 milioni), avrebbe potuto però essere recuperata in tariffa, mentre il resto sarebbe rimasto a carico del bilancio Secam. Per provare equilibrare costi ricavi, la proposta di Secam è di arrivare ad un aumento del 27,5% della tariffa nel prossimi tre anni, anziché dell’1,9% come precedentemente stabilito. Non poco.

Per questo oltre all’organizzazione delle assemblee distrettuali per sentire i sindaci quali membri della Conferenza dei sindaci e di soci Secam, l’Ufficio d’ambito ha dato avvio ad un’analisi per valutare le richieste della società. Anche se pare già certo che le tariffe subiranno un aumento considerevole.

Da qui l’appello lanciato da una parte da Martina Simonini e Luigi Scotti per conto del Comitato coordinamento acqua pubblica e da Massimo Libera di Rifondazione comunista dall’altra perché gli stessi sindaci vogliano affrontare la questione in maniera trasparente e chiara a vantaggio, innanzitutto, dei cittadini sulle cui tasche ricadrà il peso degli aumenti.

«I soci, Comuni, Provincia, Comunità montane - dicono dal Comitato - dovrebbero passare Secam e le sue attività ai raggi x e promuovere una vera e seria ristrutturazione aziendale».


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