Allarme siccità, sorgenti ancora in calo

Allarme siccità, sorgenti ancora in calo

Mentre il consiglio dei ministri decreta lo stato d’emergenza per la grave crisi idrica a Parma e Piacenza, aumenta la preoccupazione anche in Valtellina e Valchiavenna.

La situazione al momento è sotto controllo fanno sapere da Secam, la società interamente pubblica che gestisce il servizio idrico integrato per tutti i Comuni della provincia. Monitorata con attenzione ma non per questo tale da non destare qualche apprensione.

«Alcune sorgenti non hanno ancora ripreso a crescere, altre sono ancora in calo» dicono i tecnici. Una situazione preoccupante, indice di un cambiamento complessivo in atto, che riguarda in particolare la sorgente sondriese di Dagua e quella di Sondalo. Si tratta infatti di due sorgenti profonde che in genere cominciano a calare in gennaio per poi tornare a riempirsi in questo periodo. Quest’anno invece hanno iniziato a calare intorno a novembre e lo stanno facendo ancora, senza dare al momento alcun segnale di ripresa. Che, nel caso di Dagua, significa una perdita di circa tre metri cubi al giorno.

Il problema è che trattandosi di sorgenti profonde non bastano neppure gli annunciati temporali a rimpolpare le scorte. «Se continua con questo clima, i prossimi due mesi saranno molto difficili» preannunciano da Secam.

Già ora nel capoluogo sono in azione due dei tre pozzi d’emergenza presenti per attingere direttamente alla falda e all’inizio della prossima settimana sarà fatto un nuovo punto per valutare alcune situazioni critiche in Valchiavenna dove potrebbero essere emesse ordinanze ad hoc per il razionamento dell’acqua, o meglio per un suo uso razionale.


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