Sabato 31 Agosto 2013

Allarme cinghiali

Ora sono sulle Orobie

Si fatica a credere che la parte brulla del prato fosse coltivata prima del passaggio dei cinghialiUna cartuccia brenneke, utilizzata proprio per uccidere i cinghiali

Cinghiali in Bassa Valle: è partita l’invasione della costiera orobica. Numerosi i terreni e i prati “arati” dalle bestie selvatiche fra le quali sono stati avvistati degli esemplari ”bianchi”, frutto di incroci con i maiali. La Comunità montana di Morbegno chiede l’intervento della Provincia per tenere a bada il fenomeno, dopo avere ricevuto lamentale e richieste di aiuto dagli abitanti dell’area che si estende fra Cosio Valtellino, Andalo, Rogolo e la Valgerola.

Snobbata dai suidi selvatici che le hanno da sempre preferito il versante retico del Morbegnese, adesso la zona a mezza costa delle Orobie sta assistendo a un incremento vertiginoso di colonie di cinghiali che dai boschi si spingono sino agli appezzamenti a prato o coltivati poco distanti dalle case. Il passaggio degli ungulati è testimoniato con chiarezza dal terreno smosso dagli animali a caccia di tuberi o radici e responsabili di grossolane arature, «che compromettono le falciature, rovinano i campi - dice il presidente della Cm morbegnese, Alan Vaninetti - provocando danni ingenti ai proprietari interessati dal problema che si sta diffondendo in modo disastroso che fra Andalo, Rogolo, Cosio e la Valgerola».

Anche perché i terreni rovinati sono diversi, così come sono molti gli esemplari avvistati, fra i quali pare ci siano anche degli incroci fra i selvatici, cinghiali, e i domestici, maiali, della stessa specie. Per questi motivi l’ente montano si è fatto portavoce del disagio patito dai cittadini inviando una lettera alla Provincia, ente deputato a intervenire in queste situazioni, affinché si faccia carico del disguido che a questo punto sta mettendo in croce parecchi residenti desiderosi di vedere scomparire una volta per tutte il problema, ma desiderosi anche di ottenere qualche forma di risarcimento per i danni subiti.

«Nella missiva abbiamo sollecitato palazzo Muzio ad intervenire - continua Vaninetti - convinti della sensibilità al tema da parte dell’ente provinciale, ci auguriamo si risolva al più presto una situazione di disagio che sta diventando importante e che necessariamente deve essere controllato senza indugiare oltre». Un po’ come è successo nella zona retica della Bassa Valle, soprattutto nell’area fra Ardenno e Buglio in Monte in cui dall’inizio dell’anno sino allo scorso mese di maggio sono stati abbattuti novanta capi grazie alla collaborazione fra enti e Provincia.

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