Al via la stagione della pesca: ecco la carica dei 4199
Ieri, domenica, è partita la stagione della pesca

Al via la stagione della pesca: ecco la carica dei 4199

Per sette mesi, fino al 16 ottobre, migliaia di appassionati potranno trascorrere parte del proprio tempo libero su fiumi e torrenti, mentre per i laghi alpini si partirà dal 5 giugno.

Ecco la carica dei 4199. Ma all’Unione pesca sportiva non hanno dubbi: è il momento di coinvolgere nuovi iscritti. Senza dimenticare l’altra questione centrale: la tutela dei fiumi e dei torrenti. Domenica è stata celebrata l’apertura generale della pesca. Per sette mesi, fino al 16 ottobre, migliaia di appassionati potranno trascorrere parte del proprio tempo libero su fiumi e torrenti, mentre per i laghi alpini si partirà dal 5 giugno.

Nel 2015 i soci stagionali sono stati 4199: 2689 residenti in provincia di Sondrio e 1510 fuori provincia. Per quanto riguarda l’età, i grafici fanno segnare un costante aumento della numerosità passando dall’adolescenza alla pensione. «Il trend è chiaro e per questa ragione si assiste a un calo dei pescatori di circa 2-300 unità all’anno – osserva da Piuro Massimo Lucchinetti, vicepresidente dell’Ups -. Ma noi vogliamo invertire questa tendenza e per questa ragione si sono promossi specifici progetti finalizzati ad avvicinare nuovi appassionati».

Senza dimenticare, in quest’impegno, di riflettere sugli svasi dei bacini artificiali e di occuparsi del deflusso minimo vitale dei fiumi e dei torrenti, la quantità d’acqua che dovrebbe obbligatoriamente scorrere in un fiume perché possa definirsi tale. Come noto, l’anno scorso si sono concluse le attività di sperimentazione sui Dmv (sigla che sta per deflusso minimo vitale) e ora tocca alla Regione.

«Per noi occuparsi di pesca vuol dire prendersi carico dei corsi d’acqua nella loro totalità, impegnarsi a difendere la vita di fiumi e torrenti – sono le parole scelte dal presidente Valter Bianchini per salutare i pescatori all’inizio di quest’anno di attività - . Per farlo bisogna rapportarsi con gli altri soggetti che hanno a che fare con l’acqua, in primis i produttori di energia idroelettrica ed enti locali». La strada scelta, insomma, è senza dubbio quella del confronto, ma senza rinunciare a tenere alta l’attenzione sulle situazioni preoccupanti.

Le osservazioni dell’Ups si concentrano in particolare sui due principali fiumi, Mera e Adda. Secondo l’Ups nel caso del corso d’acqua della Valchiavenna è preoccupante, soprattutto da Villa a Gordona. «Chiediamo che si cambi strada e stiamo proponendo un ambizioso progetto di recupero della Mera e non solo», è il commento di Bianchini. Dalla riva della Mera il vice di Bianchini, Lucchinetti, rileva che «le Merette sono uno straordinario patrimonio, le acque limpide di questi canali possono essere messi al centro di iniziative turistiche basate sulla natura».

In sinergia con la Comunità montana e il progetto Valchiavenna 2020, «stiamo promuovendo un progetto di valorizzazione delle Merette dal quale ci aspettiamo risultati significativi, proprio grazie al coinvolgimento delle istituzioni italiane e svizzere con un progetto Interreg». Appare diversa e migliore la situazione dell’Adda: il fiume negli ultimi tre anni, secondo i pescatori, ha cominciato a rivivere.


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