Al Vallesana saltano le prime classi

Al Vallesana saltano le prime classi

Numeri insufficienti, al centro di formazione professionale di Sondalo e così non saranno attivati i corsi del primo anno. Non per il momento e non se non interverrà qualche sorpresa dell’ultimo minuto difficilmente ipotizzabile in questo momento.

E così la preoccupazione espressa nella tarda primavera dagli amministratori locali dell’Alta Valtellina e dai lavoratori della scuola si è concretizzata in questi giorni: i ragazzi potranno frequentare, ma a Sondrio, come peraltro suggerisce la comunicazione via mail inviata dalla sede del Pfp alle famiglie interessate.

Una notizia che gli amministratori hanno accolto con grave disappunto, tanto da aver interessato della questione, oltre al presidente dell’amministrazione provinciale di Sondrio Luca Della Bitta, anche, e soprattutto, gli organi regionali: l’assessore all’Istruzione Valentina Aprea e l’ufficio scolastico regionale.

«Non so quale e quanta efficacia possa avere - sottolinea il vice sindaco di Livigno Narciso Zini-, ma dobbiamo percorrere ogni strada ed è giusto che a Milano sappiano cosa sta accadendo. Una cosa che ha a che vedere con la tutela del diritto allo studio dei ragazzi dell’Alta Valle». Già perché il problema del mancato avvio dei corsi del primo anno a Sondalo significa trasferimento obbligatorio a Sondrio con tutti i problemi del caso legati alla convittualità visto che al Piazzi trovano posto soltanto coloro che frequentano scuole statali e non corsi regionali come quelli proposto dal Pfp e che l’unica alternativa è rappresentata dal collegio dei Salesiani che ha però costi più elevati e numero di posti limitati.

Non solo. C’è anche la questione del futuro del Vallesana, centro di formazione che ha già una sua struttura convittuale, e al centro di un’importante opera di ristrutturazione per la quale sono già stati stanziati sei milioni di euro.«Abbiamo una risorsa importante - insiste Zini -, dobbiamo soltanto farla funzionare». E di «resa incondizionata» parla anche il primo cittadino di Sondalo Luigi Grassi che già prima di Ferragosto aveva chiesto un incontro a Della Bitta ricordando gli accordi intercorsi a suo tempo con la Regione per il rilancio della struttura.

La preoccupazione di tutti è che il mancato avvio dei corsi del primo anno non rappresenti che il primo passo verso l’inesorabile abbandono della struttura.

«Per quanto ci riguarda non ci sono i numeri per garantire le prime classi al Vallesana» dicono pressoché all’unisono Lorena Bonetti e il presidente del consiglio di amministrazione Marco Tomasi. «Siamo i primi ad essere dispiaciuti - aggiunge Tomasi -, ma i numeri sono oggettivi e la scuola, al di là di qualunque scelta politica - conclude -, deve stare in piedi da sola».


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