Ai Comuni fondi per piccole opere. Ma c’è poco tempo
Il vicepresidente di Ance Lecco Sondrio, Gian Maria Castelli

Ai Comuni fondi per piccole opere. Ma c’è poco tempo

In Valle una cifra pari a 3,45 milioni. Lavori al via entro il 15 maggio. L’Ance: «Fate presto».

Parte il piano previsto dalla Legge di bilancio che assegna ai Comuni 400 milioni di euro per la realizzazione di piccoli interventi da appaltare con procedure veloci.

Questo provvedimento, che ricalca il modello spagnolo per le piccole opere, consentirà ai 76 Comuni della provincia di Sondrio di usufruire di un contributo statale pari a 3,45 milioni di euro. Saranno destinati a interventi non già integralmente finanziati e aggiuntivi rispetto alla programmazione triennale. Per gli enti con meno di 20mila abitanti (quindi nella lista valtellinese è escluso il capoluogo di Sondrio), a livello regionale sono stati stanziati oltre 77 milioni di euro. Ben 12.730.000 andranno in provincia di Bergamo, 11,5 milioni in quella di Brescia, oltre 7 a Como e 5 a Cremona e a seguire sono in arrivo cifre minori per le altre.

Si tratta di un provvedimento che risponde alle richieste formulate dalle associazioni di categoria. Il vicepresidente di Ance Lecco Sondrio, Gian Maria Castelli, invita i Comuni a mettere subito in atto il piano che prevede tempi stringenti al fine di aprire velocemente i cantieri e non sprecare un’occasione preziosa per il territorio e per il settore. Il termine per beneficiare del contributo è, infatti, fissato al 15 maggio 2019, data entro la quale i lavori dovranno necessariamente partire. In caso di mancato avvio nei termini previsti e di parziale utilizzo, i contributi vengono revocati e riassegnati.

Tali lavori, tutti di importo inferiore a 350mila euro, potranno essere appaltati con le procedure semplificate della recente legge di bilancio. Si tratta per lo più di procedure negoziate con invito a minimo tre/dieci operatori a seconda della fascia. Secondo Castelli «il piano del Governo costituisce un modello per accelerare l’utilizzo delle risorse e intervenire rapidamente per realizzare opere utili al territorio e ai cittadini». Uno strumento «che ci auguriamo che in futuro venga incrementato e potenziato così da poter essere utilizzato su più ampia scala».

Non si tratta di una boccata d’ossigeno preziosa soltanto per i Comuni, che spesso sono costretti a fare i salti mortali per tappare le buche dell’asfalto e sistemare scuole ed edifici pubblici. Queste risorse possono aiutare anche il settore edile che, da più di dieci anni, affronta una profonda crisi. Secondo alcune recenti statistiche diffuse dal sindacato dei lavoratori, il numero dei dipendenti occupati nel 2018 in provincia di Sondrio è stato di 3.168 unità, con un lievissimo aumento rispetto al 2017. La media mensile è stata di 2.081. Si prevede però, per il 2019, un calo a livello di quantità di operai e di massa salariale - di vari milioni di euro - a causa della chiusura del cantiere della variante di Morbegno. In attesa dell’apertura di nuovi cantieri.


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