Addio Alfio, mago della bici  e campione di bontà
Alfio Franzi, titolare della Cicli Franzi di via Gorizia a Sondrio, in una bella immagine in sella alla sua bici

Addio Alfio, mago della bici
e campione di bontà

Alfio Franzi, 56 anni, se n’è andato improvvisamente lasciando sbigottita la città. Gli amici: «Per noi era una guida. Non sarà più lì nel suo negozio ad accoglierci con il suo sorriso e la sua pazienza»

Una notizia improvvisa e inaspettata, che ha scosso i tanti appassionati di bici della città, che si rivolgevano a lui per consigli ed acquisti, o che lo andavano a trovare in negozio per una simpatica chiacchierata.

Alfio Franzi, titolare della Cicli Franzi di via Gorizia a Sondrio, è venuto a mancare nella notte tra martedì e mercoledì, presumibilmente per una crisi cardiaca.

Una notizia che ha lasciato attoniti molti sondriesi: il 56enne infatti era molto conosciuto nel capoluogo per la sua attività, che svolgeva con passione e competenza.

Tutti basiti

«Siamo rimasti tutti basiti – racconta Michele Imparato, storico presidente della Federciclismo provinciale – perché Alfio era davvero una brava persona oltre che un grande appassionato di ciclismo e ci conoscevamo da oltre vent’anni. Nessuno si aspettava tutto questo, e ci tengo a dire che tutto il movimento ciclistico provinciale si stringe idealmente intorno alla famiglia, alla moglie Luana e alla figlia Marianna. Dispiace, visto il momento, non poter partecipare alle esequie». Aveva due fratelli, uno dei quali è don Gianpiero, rettore del santuario di Madonna di Tirano.

Franzi era sempre prodigo di consigli con chi si rivolgeva al suo negozio: «Era una persona sempre gentile e disponibile, ma soprattutto un commerciante onesto - ricorda ancora Imparato -: non ti cambiava un pezzo se davvero non era necessario, era una persona per bene. E inoltre era un grande appassionato: nel 1996 aveva creato la Rapid Bike Cicli Franzi, insieme ad alcuni amici. Un gruppo di cicloamatori che si ritrovava ogni settimana per pedalare in compagnia e che partecipava a diverse gare amatoriali. Un vero peccato, nessuno se lo aspettava».


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