Addio a Tino Zorza. Era la voce dei “Leggendari 70”
Tino Zorza sul palco con il suo complesso in una foto del 1970

Addio a Tino Zorza. Era la voce dei “Leggendari 70”

Lutto a Sondalo, dove l’uomo, di origini bresciane, viveva: domani i funerali

Si è spento all’alba di ieri Tino Zorza, la voce dei “Leggendari 70” il complesso che ha segnato un’epoca in un quarto di secolo di attività dal 1970 al 1995 in Alta Valle. Aveva 73 anni. La malattia l’aveva costretto a trascorrere gli ultimi anni nella residenza per anziani Visconti Venosta di Grosio dove è stata allestita la camera ardente e oggi alle 15 sarà recitato il rosario. I funerali saranno celebrati domani alle 14,30 nella chiesa parrocchiale di Sondalo.
Bresciano di Orzinuovi, era arrivato a Sondalo sul finire degli anni Sessanta a curarsi al Morelli, dove ha poi lavorato, ma la notte dal 1970 in poi, con la sua giacca azzurra, diventava il leader dei Leggendari 70, gruppo che in origine era composto da Michele Capetti (fisarmonica), Franco De Palo (batteria), Gianni Giordani (chitarra) e Fausto Spinoni (basso) che invece indossavano la giacca gialla. Nel corso dei 25 anni di attività lui, De Polo e Capetti sono sempre rimasti nel gruppo, mentre negli altri ruoli si sono succeduti in tanti. Ieri De Palo gli ha fatto visita nella camera mortuaria della casa di riposo omaggiandolo con una composizione floreale nella quale c’era il suo inseparabile microfono. «Il suo cantate preferito era Adriano Celentano e nel suo paese di origine Tino lo chiamavano Celentano, perché anche nella movenze somigliava al Molleggiato - ricorda Mariella -. Quello che tutti vedevano sul palco sempre allegro e felice era il Tino di tutti i giorni». Un successo incredibile quello dei “Leggendari 70”. «Addirittura gli sposi sceglievano la data del matrimonio a seconda della nostra disponibilità a suonare», ricorda De Palo. Oltre alla moglie, Tino Zorza lascia i figli Barbara, Fabio e Romina e i nipoti. Amico di una vita il dirigente del Sondrio calcio Habib Zallouz, ringraziato sui manifesti funebri da familiari: «Con le rispettive famiglie siamo stati amici per una vita, i nostri figli sono cresciuti insieme - ricorda Habib -. Quando si pensa a qualcuno che ci ha lasciato c’è un ricordo triste, se penso a Tino ricordo invece le tante risate fatte».


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