Addio a Raineri. Una vita per gli altri tra cultura e politica

Addio a Raineri. Una vita per gli altri tra cultura e politica

La Valchiavenna perde una colonna. Il chirurgo, 86 anni, era stato sindaco e assessore. Con Via Spluga e Muvis aveva realizzato il suo sogno

La Valchiavenna perde una colonna portante della sua storia culturale e politica degli ultimi cinquant’anni. Se ne è andato ieri Paolo Raineri. Il medico di Campodolcino si è spento mentre si trovava nella clinica Santa Rita di Milano all’età di 86 anni.
Nato il 23 agosto 1931, laureato in medicina e chirurgia, specialista in cardiologia ed endocrinologia, Raineri è stato primario di medicina generale negli ospedali di Tirano, Vimercate e Fatebenefratelli di Milano. Ha svolto ricerche originali di fisiopatologia e di clinica medica e studi di metodologia della scienza, metodologia medica e bioetica. Il legame con la Valchiavenna e Campodolcino in particolare, però, non si deve tanto alla sua attività lavorativa, quanto al suo impegno culturale e politico. Grazie ai suoi studi di Storia ed antropologia è stato membro del consiglio direttivo del Centro Studi storici Valchiavennaschi, degli “Amici del Museo degli Usi e Costumi delle Genti trentine” di San Michele all’Adige e del Consiglio direttivo dell’Associazione Valtellinesi a Milano. Dal 1970 al 1985 è stato consigliere comunale di Campodolcino. Indipendente ma vicino al cattolicesimo democratico, Raineri ricopre anche il ruolo di rappresentante nell’assemblea di Comunità Montana dal 1973, data della sua istituzione, al 1982. Diventa anche assessore alla cultura dell’ente comprensoriale, in un momento di grande fermento ma anche di divisioni nella Democrazia Cristiana valchiavennasca. In gran parte a lui si deve la nascita dell’archivio dell’ente e, soprattutto, del museo e del sistema bibliotecario della valle. Torna alla politica nel 1995, inaspettatamente non a Campodolcino. A chiamarlo alla guida dell’assessorato alla cultura del Comune di Chiavenna è una giovane Teresa Tognetti, appena diventata sindaca della città alla guida del primo esperimento di centro-sinistra. L’esperienza a Chiavenna di Raineri durerà solo due anni. Sufficienti per lasciare il segno con il grande progetto di rilancio di Palazzo Vertemate Franchi. Dal 1996 al 2000 sarà rappresentante della commissione centrale di beneficenza della Fondazione Cariplo su indicazione della Provincia di Sondrio. La politica rimane una passione fortissima. Raineri torna in campo nel 1999, quando viene eletto sindaco del Comune di Campodolcino per un mandato. Pochi anni dopo, con un altro ruolo che gli lascia maggiore libertà d’azione, riesce a completare un altro grande sogno.
Anzi, due: la nascita della Via Spluga e quella del Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo Muvis, che ha guidato fino al 2014. Tra le sue intuizioni anche quella legata alla Via dei Carden. Curioso, poliedrico e instancabile, era riuscito negli anni a pubblicare anche un libro di poesie nel dialetto di Campodolcino intitolato “La mäta da la balzäna róssa”, la ragazza dalla gonna rossa. Negli ultimi anni le condizioni di salute hanno fatto sì che diradasse le proprie apparizioni in pubblico, che quando avvenivano erano comunque sempre destinate a lasciare un segno. Si sapranno solamente oggi le disposizioni delle figlie del medico per quanto riguarda i funerali. Probabili due cerimonie nella giornata di mercoledì, una a Milano e una a Campodolcino, prima dell’inumazione nel cimitero del comune della Vallespluga.


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