Addio a Cardelio Sertori, fondatore Stps  «Punto di riferimento, una vera roccia»
Cardelio Sertori è stato il fondatore e presidente della Stps, azienda del trasporto pubblico locale

Addio a Cardelio Sertori, fondatore Stps

«Punto di riferimento, una vera roccia»

Nato a Ponte nel 1926, fu amministratore delegato dell’azienda dal 1976. «Un imprenditore molto preparato, un uomo del dialogo, determinato in ogni situazione»

La Valtellina ha dato oggi l’ultimo saluto a Cardelio Sertori, fondatore e presidente della Stps (Società Trasporti Pubblici Sondrio). Celebrato nel pomeriggio a Ponte in Valtellina il funerale dell’imprenditore che per più di quarant’anni ha guidato una delle principali aziende del trasporto pubblico locale.
Per illustrare la sua straordinaria figura è necessario partire dalla sua carriera lavorativa. Nato a Ponte in Valtellina nel 1926, dal 1940 al 1944 lavorò in municipio come impiegato.
Dalla fine della Seconda guerra mondiale al 1976 guidò una ditta artigiana di autotrasporti attiva soprattutto nell’ambito del legname. Sin dalla costituzione avvenuta nel 1976, è stato l’amministratore delegato della Stps, di cui è divenuto nel 2001 consigliere delegato (fino al 2005) e presidente, mantenendo quest’ultima carica.
Dal 1960 ha vissuto a Chiuro, ma dal 1976 al ’90 è stato impegnato a Ponte come consigliere comunale. Ha assunto ruoli di primo piano nelle associazioni provinciali e regionali di categoria, sia come dirigente, sia come componente dei collegi dei probiviri.
Ma il valore della sua figura va al di là delle cariche ricoperte. Fino al mese scorso, all’età di 92 anni, tutti i giorni si è recato in ufficio assicurando il proprio impegno e portando un contributo di primo piano.
Lo avrebbe voluto fare fino al prossimo anno. Solo le condizioni di salute precarie lo hanno costretto a stare lontano dall’azienda. Una società alla quale ha dato moltissimo.
Aveva conosciuto l’avvocato Gianni Agnelli a un convegno e gli aveva illustrato i problemi dei territori di montagna, dove occorrono autobus più piccoli rispetto alle città. Con il padrone della Fiat aveva costruito un rapporto diretto che gli consentiva di avere un canale privilegiato per gli acquisti dei mezzi. E le corriere, gli autobus blu e verdi che fanno parte della memoria e della quotidianità dei valtellinesi, almeno dal Sondriese a Madesimo, grazie alla sua capacità di gestire l’azienda sono sempre state in ottime condizioni.
«Cardelio Sertori è stato per decenni un imprenditore molto preparato, che ha messo le proprie conoscenze e competenze a disposizione di un’impresa pubblica della Provincia di Sondrio», ricorda Natalia Cristini, consigliere delegato della società di via Samaden, esprimendo il cordoglio di tutto il personale.
«Un uomo del dialogo, che non si tirava indietro nelle situazioni complicate, ma fermamente convinto della bontà delle posizioni – ricordano dall’azienda -. Per noi è stato un riferimento, una vera e propria roccia». Anche dalle organizzazioni dei lavoratori un messaggio carico di stima. «Nel rispetto dei ruoli, di Cardelio Sertori abbiamo sempre apprezzato la competenza e la dedizione al lavoro alla Stps – ha sottolineato Giorgio Nana, segretario della Filt-Cgil -. La sua è stata una figura importantissima per il settore. Con il sindacato aveva costruito un dialogo positivo». Sertori lascia la moglie Edvige e i figli Arturo e Gigliola.


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