«Ad Aprica chiasso e botti a tutte le ore»
Una veduta dell’Aprica: protestano i villeggianti

«Ad Aprica chiasso e botti a tutte le ore»

«Di notte non si riposa, tanti giovani ubriachi e pericolosi. Ci rivolgiamo al prefetto, e valutiamo di vendere casa». Il sindaco: «Ma i problemi durano pochi giorni»

Sono esasperati al punto da voler chiamare “Striscia la notizia” per mostrare a tutti come si vive di notte ad Aprica, ma intendono anche passare per le vie “istituzionali” allertando Questura e Prefettura e, nel caso la situazione non si dovesse risolvere, minacciano pure di vendere l’appartamento comprato in centro ad Aprica.

Sono alcuni turisti proprietari di seconde case nella zona di piazza Palabione ad Aprica che non resistono più al caos che, ogni notte durante le festività, si scatena nella zona. «Aprica è diventata selvaggia e incivile durante la notte - dice una turista lecchese -. Non c’è rispetto per la quiete pubblica. Nonostante l’ordinanza sindacale di divieto di petardi e fuochi, vengono fatti scoppiare petardi con effetto bomba, oltre ai soliti schiamazzi nei pressi del disco pub. Come altri proprietari  di case siamo esasperati, costretti a rinunciare alle vacanze in montagna o a valutare di vendere  l’abitazione poiché non è possibile riposare durante la notte». Spiega che questa situazione non si verifica solo la notte di Capodanno, ma tutte le notti.

«Nel centro di Aprica è un delirio fino alle 5 del mattino - racconta - e le forze dell’ordine più di tanto non possono fare. Anzi, a volte, diventa anche per loro pericoloso intervenire e, in alcune occasioni, gli stessi carabinieri sono stati feriti».

«Aprica a Capodanno è frequentata maggiormente da giovani. Mi spiace per i turisti, ma abbiamo tre vigili (due di Aprica e uno “in prestito” da Grosotto) sul territorio che, insieme ai carabinieri e all’aiuto della Questura, monitorano il territorio. Più di così non possiamo fare». Parla il sindaco di Aprica, Carla Cioccarelli, che dice di essere al corrente delle lamentele dei turisti dell’area del Palabione. «Una sera una signora mi ha chiamato alle 23 per dirmi che non riusciva a dormire - dice Cioccarelli -. Non si può pensare di andare in montagna e riposare in centro paese prima delle 23. Il caos si concentra in pochi giorni a cavallo del Capodanno, perché fino al 27 Aprica era vuota e domani tutti i ragazzi partiranno».


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