Acqua, l’impennata dei contatori
Da sinistra: il presidente Alfio Sciaresa, l’amministratore delegato Gildo De Gianni e Brigitte Pellei, responsabile del servizio idrico integrato

Acqua, l’impennata dei contatori

Numeri Secam: le richieste superano quota 25mila - Si avvicina l’obiettivo di munire tutte le utenze del misuratore. Primi effetti sui consumi: «Facilitato un uso più razionale e intelligente della risorsa» - I cali a Cino, Castello e Bormio.

Le richieste di installazione dei contatori superano quota 25mila e ormai «si avvicina» l’obiettivo di munire del misuratore tutte le utenze. E intanto sul fronte dei consumi si vedono i primi effetti, perché l’introduzione degli apparecchi nelle zone prima sprovviste «ha facilitato un uso più razionale e intelligente dell’acqua». L’hanno affermato ieri il presidente di Secam, Alfio Sciaresa, l’amministratore delegato, Gildo De Gianni, e la responsabile del servizio idrico integrato Brigitte Pellei, facendo il punto su una questione che nel recente passato ha suscitato molte polemiche sul territorio. Nel piano d’ambito il termine ultimo per l’installazione dei contatori è fissato al 31 dicembre dell’anno prossimo e «fino ad allora sarà concesso il regime forfettario, che nel 2017 l’Ufficio d’ambito ha rimodulato con il passaggio da 153 a 258 metri cubi», ha ricordato De Gianni.

Un cambiamento che «ha fatto scattare un’impennata nelle richieste di installazione del contatore», ha sottolineato l’ad di Secam, visto che nel giugno 2017 le domande sono state 4.399, numero record rispetto ai mesi precedenti e successivi. «Da allora l’attività è proseguita – ha spiegato De Gianni – e al 31 agosto di quest’anno si è arrivati a 25.341 richieste di posa del contatore, a fronte delle 21.593 della fine di giugno dell’anno scorso. I dati iniziali parlavano di circa 32mila utenze senza contatore, poi si è visto che il numero era un po’ sovrastimato e l’ipotesi più realistica è di circa 30mila utenze, quindi ci stiamo avvicinando al risultato della completa dotazione e credo che arriveremo a raggiungere l’obiettivo». Resterà esclusa una quota di utenze, ma si tratta di «casi molto particolari», ha spiegato ancora De Gianni, come ad esempio «immobili ormai abbandonati oppure strutture che hanno proprietà frazionate».

E l’operazione sarà utile anche in caso di evoluzioni normative, ha rimarcato De Gianni. «L’obbligo del contatore – ha spiegato - è ribadito anche nei progetti di legge in discussione in Parlamento sul tema dell’acqua e del servizio di gestione, compreso quello che vede come prima firmataria una parlamentare del Movimento 5 stelle». Intanto Secam ha analizzato i primi dati sugli effetti dell’installazione dei contatori sul fronte dei consumi d’acqua, confrontando le cifre del 2017 con i primi otto mesi di quest’anno.

«A Cino, dove il 95% delle utenze ha il contatore, il consumo complessivo è sceso da 44,59 metri cubi al giorno di media a 43,31 - ha spiegato ancora l’ad , mentre a Castello dell’Acqua il dato è calato da 70,63 a 63,36 metri cubi al giorno, con il 91% di utenti muniti del misuratore contro l’89% precedente. A Bormio, con il 77% delle utenze dotate di contatore contro il 69% dell’anno scorso, si è passati da 677,16 metri cubi al giorno a 448,51». Numeri che parlano chiaro, secondo Secam: «Non credo che i cittadini abbiano rinunciato a lavarsi o a bere - ha sottolineato De Gianni -, molto probabilmente si è iniziato a fare un uso più razionale della risorsa idrica, che è l’obiettivo di fondo della normativa e un concetto in cui Secam crede molto».


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