Accoglienza e aiuto ai bisognosi  In diminuzione i numeri della Caritas
Calano le persone che si rivolgono alla rete di aiuti della Caritas

Accoglienza e aiuto ai bisognosi

In diminuzione i numeri della Caritas

Valchiavenna, i dati della relazione sociale 2017 mostrano un miglioramento della situazione. In calo deciso le richieste di supporto soprattutto rispetto al 2012, il peggior anno della crisi.

Calano le persone che si rivolgono alla rete di aiuti della Caritas in Valchiavenna. Sono confortanti, soprattutto rispetto alla prima metà del decennio caratterizzata dalla durissima crisi economica, i dati della relazione sociale 2017.

Dati che si spera saranno confermati, e magari migliorati, anche per l’anno che sta per finire. Uno spaccato che non restituisce un quadro esattissimo del problema povertà in valle, ma che comunque fotografa bene gli orientamenti generali presenti sul territorio. Il primo gruppo caritativo in esame è quello dell’Arsenale della solidarietà, che si occupa di raccolta e distribuzione di vestiario e mobilio.

Le persone entrate in contatto lo scorso anno sono state 359. Sette in meno rispetto all’anno precedente. Significativo il calo per quanto riguarda l’ammontare degli aiuti erogati a 121 persone effettivamente aiutate. Erano 140 nel 2012. Nel 2017 sono stati 7.057, ben 4.004 in meno rispetto all’anno precedente. A far la parte del leone sono ancora gli stranieri, 87 persone provenienti da 11 paesi diversi, anche se pure in questo caso siamo di fronte ad un calo di 9 persone. Gli italiani, invece, hanno fatto registrare un lieve aumento passando da 16 a 19. L’onere maggiore sul fronte della distribuzione di viveri grava come sempre sulla Caritas San Vittore di Mese. In questo caso la situazione è rimasta stabile rispetto al 2016, con sei famiglie aiutate. Lo stesso dato dell’anno precedente, ma se si paragona questo risultato a quello del 2012, il peggiore anno in assoluto, il miglioramento è netto. Allora le famiglie aiutate furono ottanta per un totale di 160 persone. E si parla di generi alimentari. Gli stranieri in questo caso rappresentano il 54% del totale.

Più difficile una valutazione sull’attività del Centro di Ascolto. Il servizio che vuole essere “un punto di riferimento per le persone in difficoltà, alla ricerca di chi le accolga, le orienti e le accompagni alla conoscenza e all’utilizzo delle risorse disponibili”. Un passaggio che spesso è propedeutico all’accesso agli altri servizi di aiuto diretto, ma non necessariamente.

Lo scorso anno sono state ascoltate 73 persone con un calo di 18 unità rispetto al 2016. In questo caso si tratta soprattutto di italiani. Quarantatré contro i 30 stranieri. C’è infine la voce riguardante gli interventi di emergenza e solidarietà del Centro di ascolto, che ha erogato direttamente aiuti per 35mila euro durante l’anno.

Due i gruppi di accoglienza, infine, operativi sul territorio. Quello di Chiavenna ha accolto 7 persone per un totale di 1.180 giornate, due di queste erano migranti provenienti da Gambia e Mauritania. Due gli stranieri accolti, per un totale di 90 giorni, anche a Mese.


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