Abbattuto l’ecomostro  E il Parco delle Orobie  diventa bandiera verde
Lo smantellamento dell’impianto di risalita

Abbattuto l’ecomostro

E il Parco delle Orobie

diventa bandiera verde

Albosaggia Il riconoscimento di Legambiente

per la rimozione dell’impianto sciistico a Campelli

Albosaggia

Si conferma una realtà virtuosa in quota il Parco delle Orobie, ma non solo. Anche tecnologicamente all’avanguardia sta sperimentando l’avvento dei robot a tutela dell’ambiente.

Con la “complicità” del Comune di Albosaggia si è conquistato la bandiera verde di Legambiente grazie allo smantellamento dell’impianto sciistico abbandonato in località Campelli, “premiato” dalla Carovana delle Alpi 2020 (19 le bandiere verdi assegnate in tutta Italia, di cui quattro in Lombardia). Contemporaneamente, il Parco sta sperimentando la silvicoltura 4.0 con l’ausilio di robot, parte di un più ampio progetto denominato “C.Oro - Capitale Orobie”, presentato ieri dal presidente Doriano Codega, affiancato da Vittorio Ruttico, assessore all’Ambiente del Comune e da Claudio La Ragione, direttore del Parco.

«Non senza fatica siamo riusciti, insieme al Comune che ringrazio per la lungimiranza, a demolire quell’ecomostro che da più di 37 anni deturpava il paesaggio - ha esordito Codega -. Un intervento, che speriamo sia replicato altrove, che ci ha permesso di conquistare la bandiera verde di cui andiamo orgogliosi, ma che è frutto, mi preme ricordarlo, di un lavoro che da anni il Parco, con le passate amministrazioni, sta facendo».

Buone pratiche innovative ed esperienze di qualità ambientale e culturale, «che continueremo a portare avanti e che stiamo concretizzando anche con il progetto “C.Oro - Capitale Orobie”, finanziato da Fondazione Cariplo, con quattro province: interventi di buone prassi per riprendere le vecchie usanze quali lo sfalcio e la silvicoltura, in collaborazione con la Fondazione Fojanini, e l ’utilizzo di robot 4.0 per la manutenzione dei nostri maggenghi».

Questo progetto tra l’altro consentirà di intervenire, anche dove adesso si sta smantellando il vecchio impianto di sci, a 1.300 metri di quota, andando a rinaturalizzare tutta l’area, con il ripristino dell’ambiente naturale e l’incremento degli habitat in un sito di importanza comunitaria parte della Rete europea Natura 2000 denominata “Valle del Livrio”, molto frequentata tutto l’anno dagli appassionati di trekking, escursioni e sci alpinismo.

Lo smantellamento ai Campelli ha preso il via a giugno e prevede la demolizione dei 12 piloni e dello stabile fatiscente, un tempo adibito a ristoro.


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