Lunedì 13 Ottobre 2014

A Tirano sospeso il doposcuola

«Senza risorse, non c’era scelta»

Doposcuola, un servizio prezioso anche a Tirano per curare i figli dei genitori che lavorano

La sospensione del servizio doposcuola al Giardino dell’infanzia continua a far discutere.

Marco Agutoli, presidente uscente della fondazione Giardino d’infanzia, replica così alle perplessità di Anna Viggiani, che per anni se n’è occupata.

«Innanzitutto il servizio doposcuola non è terminato, ma le famiglie oggi ne trovano uno affidato sperimentalmente alla gestione della cooperativa Kirikù che trova consensi», afferma Agutoli. «Inoltre la Fondazione, in accordo con la cooperativa e con l’amministrazione comunale, si è resa disponibile a proseguire nella gestione dei servizi complementari di trasporto scuola-mensa e di refezione. Non intendiamo controbattere alle affermazioni di Viggiani di cui possiamo capire l’amarezza, ma non il fine e il suo accanimento sulla questione».

L’attuale consiglio di amministrazione (giunto al termine del mandato quinquennale) ha affrontato la questione doposcuola fin dal momento in cui, nel 2011, hanno avuto inizio alla primaria di primo grado le proposte di tempo lungo e successivamente di tempo pieno. Queste nuove opportunità hanno dato risposta alle esigenze espresse dalle famiglie con entrambi i genitori lavoratori, che avevano bisogno di affidare i propri figli anche nei pomeriggi.

Fino a quel momento solo il servizio doposcuola - nato molti anni prima per volontà delle suore e sostenuto con personale che la fondazione metteva a disposizione in base alle iscrizioni – dava una concreta risposta a questa esigenza. «Dal 2011 il doposcuola ha necessariamente visto un ridimensionamento delle presenze - afferma Agutoli -, avrebbe dovuto trovare nuove modalità e proposte di servizio aggiungendo attività specifiche con personale specializzato. Di questo Viggiani era al corrente, tanto che non ha fatto mancare al cda proposte e segnalazioni. La situazione economica della fondazione negli ultimi anni ha visto chiudere bilanci in passivo e non ci sono risorse da investire per implementare questo progetto».

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