A scuola prove   di normalità nelle mense
Il ritorno a scuola e il rispetto dei nuovi protocolli. Nuove regole anche in mensa

A scuola prove

di normalità nelle mense

Protocolli Il servizio, sospeso lo scorso anno, è ripreso. In caso di positivi quarantena solo per gli stretti contratti

Prove di normalità all’interno delle scuole della provincia di Sondrio, e per il momento tutto sembra svolgersi per il meglio.

Dall’inizio dell’anno scolastico alunni e studenti hanno potuto ricominciare a vivere a pieno alcuni dei momenti che l’anno scorso, per via dell’emergenza Covid, erano stati limitati, modificati e stravolti.

Uno di questi è certamente il momento del pranzo, e se l’anno scorso i bambini delle scuole dell’infanzia e primarie dovevano mangiare in molti casi nelle aule, quest’anno si è potuto ricominciare a pranzare nelle mense e più classi insieme, in caso di un numero elevato di alunni a diversi orari per evitare assembramenti.

Una novità, anzi, un ritorno alla normalità, che ha certamente suscitato il parere entusiasta dei piccoli commensali, ma che non ha mancato di suscitare qualche preoccupazione da parte delle famiglie, che vanno, però, assolutamente rassicurate.

Uno dei dubbi dei genitori, infatti, era la possibilità che, in caso di positività di un compagno di scuola che non frequenta la stessa classe di loro figlio, tutti gli alunni potessero “finire” in quarantena visti i contatti più allargati rispetto all’anno scorso. Non è così. I protocolli adottati da ogni istituto scolastico, e che accolgono le linee guida diramate dal Ministero dell’Istruzione prima dell’avvio dell’anno scolastico 2021/2022, infatti, prevedono disposizioni che permettono in ogni caso di evitare i contatti tra diversi gruppi, così da poter isolare, in caso di positività al Covid, gli alunni costretti alla quarantena.

«L’utilizzo dei locali adibiti a mensa scolastica è consentito nel rispetto delle ordinarie prescrizioni di igienizzazione personale e degli ambienti mensa e di distanziamento fisico, eventualmente prevedendo, ove necessario, anche l’erogazione dei pasti per fasce orarie differenziate - si legge nella circolare ministeriale -. Per ciò che concerne le misure atte a garantire la somministrazione dei pasti, il personale servente è obbligato ad utilizzare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Il servizio può essere erogato nelle forme usuali, senza necessariamente ricorrere all’impiego di stoviglie monouso».

Linee generali

Linee generali, che i diversi istituti hanno poi approfondito. Per fare un esempio, la scuola primaria Racchetti di Sondrio ha messo nero su bianco disposizioni ben precise: «Il pranzo verrà distribuito presso la mensa della scuola - si legge nel protocollo adottato all’inizio dell’anno scolastico -. Lo spostamento verso la mensa sarà fatto nel rispetto dell’ordine e del distanziamento sempre con la mascherina indossata. Una volta seduto al proprio posto, i bambini potranno abbassare la mascherina. I posti mensa saranno contrassegnati per garantire il distanziamento. I posti mensa dovranno essere fissi. I bambini di classe prima mangeranno alle 12 con i bambini della scuola dell’infanzia di via Gianoli. Gli alunni di classe seconda – terza – quarta – quinta mangeranno alle 13 dopo che il locale sarà igienizzato».


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