A Grosio posizionate sei telecamere

Il Comune ha investito nella sicurezza

Dopo l’ondata di furti l’amministrazione ha intensificato la videosorveglianza

Da Tiolo all’ingresso sud del paese, al centro avviato un presidio continuativo

Grosio non sarà più il paese dei balocchi per i ladri. Il Comune ha provveduto ad installare telecamere di sorveglianza che 24 su 24 controlleranno gli ingressi del paese e il centro del borgo.

I punti strategici

Sono state posizionate sei telecamere così distribuite: due nella frazione di Tiolo sulla strada principale, altre due all’ingresso sud di Grosio, all’altezza della centrale idroelettrica a2a e le restanti nel centro del paese. «Dopo l’ondata di furti dello scorso anno, quella di posizionare le telecamere è stata una delle priorità dell’amministrazione comunale, sensibile alle richieste della gente. Un paese più sicuro lo vogliamo tutti»- afferma il sindaco Antonio Pruneri. Gli occhi del grande fratello sono stati puntati sul paese, ma in questi giorni si stanno sistemando gli ultimi particolari tecnici in maniera di garantire un’inquadratura in ogni latitudine. «I carabinieri ci hanno già fatto i complimenti per la nostra scelta- rivela Pruneri-. Un paese videosorvegliato sicuramente aiuterà anche loro nel compito di tutela e difesa dei cittadini». L’opera di sicurezza è costata alle casse comunali 40mila euro. Soldi che in paese in molto pensano siano stati ben spesi visto che la paura di furti e vandalismi non lascia indenni neanche di grosini.

Le nuove telecamere le cui immagini saranno viste esclusivamente dagli agenti della polizia locale di Grosio si aggiungono a quelle già presenti in paese che contribuirono a risolvere dei casi spinosi.

Tanti casi risolti

Quelle del palazzo scolastico scoprirono un arzillo nonno che si divertiva a rigare le auto in sosta in quella zona. Quelle in piazza del Comune invece registrarono tutte le varie scorribande delle scritte sul Palazzaccio dopo lo scoprimento di una frase del periodo fascista da parte del sindaco Italo Strambini. Prima furono due anziani partigiani a scrivere a lettere cubitali tutto il loro sdegno, poi fu la volta di anonimi graffittari ad imbrattare la facciata del palazzaccio col lancio di vernice. Quanto siano importanti le telecamere per risolvere anche gli enigmi più complicati l’ha dimostrato anche l’omicidio di Grosotto.n


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