A Chiavenna la cicogna non arriva, dimezzate le nascite negli ultimi due anni
Nella foto d’archivio una delle tante iniziative fatte in favore dell’ospedale e della sua ostetricia

A Chiavenna la cicogna non arriva, dimezzate le nascite negli ultimi due anni

Erano 224 nel 2015 , solo 108 l’anno scorso. L’invito a postare esperienze positive non è bastato. Sempre più donne incinte scelgono Gravedona o Lecco.

Parti dimezzati a Chiavenna nel giro di due anni. Sono arrivate più di una volta rassicurazioni da Regione Lombardia sull’intenzione di mantenere il punto nascite dell’ospedale di Chiavenna, ma i dati sono tremendi. Nel 2015 le nascite sono state 224 e già allora il dato era valutato troppo basso rispetto agli standard previsti dal Ministero (500 parti) per garantire condizioni di sicurezza. Nel 2016 un brusco calo con 129 nati nella struttura di via Cereria.

Il 2017 ha segnato un nuovo punto di massima depressione, con il punteggio fermatosi a quota 108. Una perdita secca oltre il 50% nel giro di 24 mesi. Meno di un parto ogni tre giorni, contro i 0,6 parti al giorno di due anni fa. La campagna #voglionascereachiavenna lanciata negli ultimi due anni, che invitava le famiglie a postare sui social la propria esperienza positiva, non è bastata per invertire la tendenza. Non sono bastate le tante manifestazioni di gratitudine e i giudizi positivi per convincere tante valchiavennasche a non trasferirsi altrove. A Gravedona, ma soprattutto a Lecco. I motivi della situazione, testimoniata in questi giorni sulla pagina Facebook del Comitato “Salviamo l’ospedale di Chiavenna” da foto del reparto completamente vuoto. Proprio su Internet è partito il dibattito sulle cause che hanno portato a questa situazione.

C’è chi sottolinea come ostetricia in questi anni si sia fatta una brutta fama per alcune voci messe in giro. La stessa posizione del sindaco di Piuro Omar Iacomella, che nei mesi scorsi aveva sottolineato questo aspetto. Sicuramente un peso l’ha avuto anche la divisione tra gli stessi valchiavennaschi. Come noto esiste un più piccolo ma agguerrito gruppo di cittadini che qualche problema, anche di non poco conto, l’ha avuto e che sulla bontà del reparto non scommetterebbe troppo. Soprattutto a causa dell’assenza del servizio di rianimazione neonatale. C’è chi, invece, punta il dito sul depotenziamento del servizio avvenuto in questi anni.

Un terzo fronte, invece, punta il dito verso l’allontanamento dell’ex primario di ginecologia Domenico Spellecchia per il famoso caso di presunti abusi. Spellecchia ancora oggi gode della fiducia incondizionata di moltissime valchiavennasche. Il suo allontanamento sembra aver orientato molte di queste a rivolgersi a una struttura diversa. Ultimo fattore, ma decisamente poco locale visto che il dato è nazionale è la crisi demografica. Si fanno meno figli, insomma, e questo si riflette anche sui numeri dei piccoli ospedali .


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